Calcio, Barcellona: Ibra e mentalità Barca

Il suo rendimento alieno ha oscurato tutto il resto, ma l’Inter non dovrà affrontare solo Lionel Messi, nel doppio confronto di Champions League. Davanti si troverà anche quello che è stato un vero e proprio totem negli scorsi anni nerazzurri, l’attaccante che praticamente da solo ha trascinato il club di Moratti alla conquista di scudetti uno dopo l’altro. E Zlatan Ibrahimovic, da buon ex, non ha risparmiato frecciate alla sua ex patria calcistica e alla mentalità del suo ex tecnico: «Questa squadra sta facendo la storia e sono molto felice di farne parte. Sono arrivato a metà del cammino, ma sono contento di averlo fatto e di aver vissuto tutto questo. E’ un grande onore per me e spero che continui così, se sapremo restare motivati e concentrati, raggiungeremo molti traguardi», ha detto l’attaccante in un’intervista rilasciata per la Nike, della quale è uno dei principali testimonial. «La cosa più bella è vincere e divertirsi giocando, è davvero fantastico. Tutto il mondo sta vedendo quello che è in grado di fare il Barcellona», ha aggiunto lo svedese, «a me non piace perdere, voglio vincere e alzare trofei; questa era la mentalità del club quando sono arrivato e tutto ciò è necessario perché sono convinto che nel calcio attuale la determinazione e la volontà rappresentano il 50% del successo».

MOU? QUI SI LAVORA SEMPRE COL PALLONE – Lavoro mentale, un campo dove sia Mourinho sia Guardiola sono esperti. E qui Zlatan, stuzzicato, apre le danze su quello che sarà un tormentone fino a quando Inter e Barça si sfideranno sul campo: «A livello personale, il mio rapporto con Guardiola è stato ottimo fin dal principio: mi parla chiaro, dice in faccia quello che pensa, è molto aperto al dialogo e penso che sia importante che un allenatore si relazioni così con i giocatori. Pep è fantastico – ha detto il bomber di Malmoe – ma non faccio paragoni con Mourinho. Sono molto diversi. Anche con lui lavoravamo sul possesso, ma in Italia quando segni un gol sembra sia sufficiente, mentre qui al Barcellona devi fare di più, devi continuare a giocare bene a calcio, e per questo gli allenamenti sono sempre col pallone, sempre. Questo è uno dei motivi per cui mi sono trasferito qui».

CHAMPIONS NEL BERNABEU, UN SOGNO – “Ibracadabra” vuole aiutare a realizzare quello che sarebbe un vero e proprio tripudio del Barcellona, qualcosa che resterebbe nella storia: alzare la Coppa nella tana degli arcirivali. «Ho capito cosa significa dal primo giorno che sono arrivato a Barcellona. Vincerla, in quello stadio, sarebbe fantastico e stiamo facendo tutto il possibile per arrivare in finale». L’Inter è avvisata, Mou pure.

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