Juventus, Marotta: “Evoluzione, non rivoluzione”

“Evoluzione, non rivoluzione”. E’ la parola d’ordine con cui Giuseppe Marotta si appresta a sbarcare alla Juventus. L’amministratore delegato della Sampdoria lascia la società blucerchiata per trasferirsi alla Vecchia Signora. “Nei prossimi giorni incontrerò il presidente Andrea Agnelli e l’amministratore delegato Jean-Claude Blanc“, dice Marotta, che a Torino pare destinato a ritrovare l’allenatore Gigi Del Neri, artefice della splendida stagione doriana. “Per me si chiude un ciclo di 8 anni con la Sampdoria, una pagina importante per la mia vita di dirgente. Non potrò mai dimenticarlo”, dice Marotta congedandosi dal club che ha chiuso l’annata centrando la qualificazione ai preliminari di Champions League, ora bisogna ricostruire la Juventus che è reduce da una stagione disastrosa: dopo il deludente settimo posto, i bianconeri ripartiranno dai preliminari di Europa League. “La Juve deve tornare immediatamente alla posizione che le compete in ambito nazionale e internazionale – dice Marotta a ‘Radio Anch’io lo Sport’ – Ci sarà molto da lavorare, ma non bisogna dimenticare le risorse che già sono a disposizione. La squadra dà 8 giocatori alla Nazionale. Non bisogna procedere ad una rivoluzione, piuttosto serve un’evoluzione”.
“Non era semplice, dopo il trauma di calciopoli, risollevare le sorti della squadra. Nel calcio, come nella vita, serve tempo. C’è bisogno di un progetto, ma bisogna fare anche i conti con gli avversari. Il calcio è un prodotto congiunto: bisogna essere bravi, ma bisogna anche essere più forti degli altri. Ora c’è l’Inter più forte degli ultimi 20 anni che rappresenta uno strapotere”, dice ancora. E’ necessario puntare ai risultati attraverso un modello di calcio sostenibile. La Sampdoria, in tal senso, rappresenta un esempio che molti club dovrebber prendere come punto di riferimento: “Gli azionisti hanno speso molto negli ultimi anni, avviando anche un progetto nel settore giovanile che sta dando enormi soddisfazioni. La Sampdoria ha vinto e ha portato in prima squadra ragazzi di valore: questa è la strada da seguire”.

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