Lutto in Formula 1: svelate le cause del suicidio

Una perizia ufficiale ha reso note le cause di quella morte che ancora scuote il mondo della Formula 1: ecco cos’è successo.

Lutto
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Purtroppo, il mondo dello sport si trova, di tanto in tanto, a dover fare i conti con dei lutti terribili. Non è esente la Formula 1, in cui la vita è sempre a rischio seppur le nuove tecnologie abbiano saputo ridurre malfunzionamenti ed incidenti letali.

A far parlare e discutere, negli ultimi mesi, non è stata però la scomparsa di un pilota o di un addetto ai lavori. Dopo più di un anno, infatti, nell’ambiente automobilistico si è tornati a dibattere sulle cause di una delle morti che ha scosso di più l’ambiente negli ultimi anni.

Max Mosley e la malattia terminale

Parliamo ovviamente di Max Mosley, compianto ex capo della Formula 1. Grande appassionato d’auto, negli anni ’60 aveva anche tentato la carriera da pilota, che non fruttò i risultati sperati.

Nel 1993 prese il posto di Jean-Marie Balestre al vertice della FIA: un regno, quello nel settore delle corse automobilistiche, durato fino al 2008, anno in cui fu costretto ad uscire di scena. A travolgere Mosley fu uno scandalo sessuale che ne mise in cattiva luce la figura.

Non fu l’unico motivo di scredito nei suoi confronti: l’ex capo della Formula 1, nato a Londra nel 1940, era il figlio di Oswald Mosley, che gli appassionati e i studiosi di storia ricorderanno come colui che fondò, negli anni ’30, il partito fascista britannico.

Una figura controversa, dunque, quella di Max Mosley, arrivato a togliersi la vita nel maggio del 2021 e solo ad un anno di distanza a dissipare ogni dubbio sulle circostanze della sua dipartita.

Max Mosley
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La diagnosi di un tumore, che non diede speranze di vita longeve né, chiaramente, la possibilità di salvarsi in un qualche modo, lo condussero all’estremo gesto. Il 24 maggio dello scorso anno, Max Mosley si tolse la vita nella sua casa a Kensington, lasciando due biglietti.

Il primo, fuori dalla sua stanza da letto nella quale si suicidò, recitante “Non entrare. Chiama la polizia”. Il secondo proprio sul comodino di fianco a sé, con su scritto “Non avevo scelta”.

Un epilogo tragico, che ad un anno di distanza ha anche una motivazione ufficiale, che ne spiega la genesi. Solo qualche giorno dopo la diagnosi della malattia terminale, l’ex capo della Formula 1, senza destare alcun sospetto, decise di togliersi la vita.

Un peso troppo grande da sopportare, che lo avrebbe comunque condotto alla morte. Gli appassionati ora hanno una risposta, ma la ferita, per tutti gli amanti della Formula 1, resta ancora aperta.