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Basket, il dramma in campo: tifosi increduli

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Luigi Romanelli

Una notizia che ha spezzato i cuori di milioni di tifosi e che sprona a migliorare il campo medico nel settore sportivo. 

LaPresse/Pixabay

Non è mai facile accettare una scomparsa. Ancor più difficile se questa avviene prematuramente e mentre si sta svolgendo il proprio mestiere, che peraltro è uno degli sport più seguiti al mondo.

Il basket non ha nulla da invidiare, infatti, agli altri settori in termini di spettacolo: un grandissimo seguito, giocate spettacolari e professionisti altamente preparati. In Italia il movimento è in continua crescita, con tanti talenti che vengono spesso attratti dalla più redditizia e nota NBA americana.

Come tutti gli sport e le notizie quotidiane, però, nemmeno il basket è esente dalle tragedie. Non sono diffuse come in altri settori, come la Formula 1 o la MotoGP, certo: purtroppo, però, non è solo un discorso di probabilità e di calcoli, ma anche di dannata casualità.

Il malore in campo, poi la morte: il basket piange Haitem Fathallah

Ad otto mesi di distanza, il ricordo di Haitem Fathallah è ancora vivido nelle menti di tifosi, appassionati e sportivi d’Italia e del mondo. Il cestista era stato colto da un malore mentre era in campo con la sua Fortitudo Messina a Reggio Calabria, contro la Dierre Reggio.

Il match, valido per la Serie C Gold, è stato subito interrotto quando il trentaduenne si è accasciato a terra privo di sensi durante un’azione di gioco. I tentativi di rianimarlo sono stati subito soppiantati da un rapido trasporto da parte della squadra di sanitari all’ospedale di Reggio Calabria, dove l’atleta si è spento.

Inizialmente si pensava ad un infarto, poi analizzato nel dettaglio dall’autopsia: Fata (questo il soprannome con cui era conosciuto) è stato colpito da una crisi ipoglicemica. Il cestista era diabetico, quindi conscio del suo tallone d’Achille.

Tuttavia, la perdita di sensi iniziale è stata seguita da una rapida ripresa, tanto che compagni, avversari e addetti ai lavori presenti ricordano nitidamente le sue parole prima di essere trasportato in ambulanza: “Ragazzi tranquilli, non è niente, tornerò presto”. Molto probabilmente, proprio durante il tragitto in ospedale Fatahallah è stato colpito da una seconda crisi, che gli è stata letale.

Una perdita prematura che ancora oggi scuote il mondo del basket e dello sport in generale, oltre che al settore medico: poteva essere salvato? La rapidità con cui è stato soccorso e la tempestività nel trasportarlo all’ospedale di Reggio Calabria, però, lasciano poco spazio alle polemiche: Haitem Fatahllah è l’ennesima vittima di uno sfortunato e triste evento.

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