Formula 1, nervi tesi e lite furibonda: “Sei un perdente”

La lite che ha si è presa le prime pagine dei quotidiani e che segnerà la storia della Formula 1: ma cos’è successo realmente?

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LaPresse

La differenza tra un dilettante ed un professionista, in qualsiasi ambito, risiede anche nella capacità di mantenere la lucidità in casi estremi. Non è esente da questo dogma lo sport, né tantomeno la Formula 1 dove a competere sono gli atleti singoli, a differenza di altre sfere (come il calcio e il basket) dove l’impronta del collettivo è ben più visibile.

Capita però anche ai professionisti di perdere la testa, seppur raramente. Sono state tante le sfuriate nel mondo dei motori, qualche volta col rischio che si venisse alle mani sul serio. E molto vicini ci si è andati anche nell’era moderna, con un botta e risposta che rimarrà nella storia della Formula 1.

Hamilton frena, Vettel lo tampona e scoppia il caso: “Non si fa così”

Ricorderete sicuramente il tamponamento tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Gran premio di Baku, 2017. All’uscita dai box, guidati dalla safety car, il pilota inglese precede il tedesco. La scena sembra quasi una di quelle che si vedono per strada, in prossimità di una semaforo o di un incrocio.

Hamilton tocca il freno un paio di volte, rallentando il suo andamento, e Vettel, probabilmente stizzito, non riesce ad evitare di tamponarlo. I giudici diedero poi 10 secondi di penalità al tedesco, che non riuscirà proprio per questo ad arrivare sul podio. L’ira, a fine gara, è comprensibile: “Non capisco il motivo della penalità, ma soprattutto non comprendo perché sia stata data solo a me. Hamilton rallenta, più volte, senza un reale motivo: non si fa così”.

Pronta la risposta del pilota inglese, sulla difensiva: “Non avrei potuto in ogni caso volar via, vista la presenza della safety car: il comportamento di Vettel non è stato quello di un quattro volte campione del mondo di Formula 1“. Una bordata che si è poi estesa anche alle parole dei due team coinvolti, quello Mercedes e quello Ferrari.

Ovviamente, ciascuno ha preso le parti in difesa del proprio pilota, con la promessa da parte della Rossa di rivedersi a breve per le 12 gare che ancora mancavano alla fine del mondiale. Campionato che verrà poi vinto da Hamilton, non senza polemiche al suo seguito.

Un episodio come tanti se ne sono visti nel corso dei decenni, che come gli altri ha segnato la storia della Formula 1 e che, in fondo, rappresenta l’essenza dell’agonismo e della competizione: anche i professionisti, spesso, possono perdere la testa.