F1, flop Daniel Ricciardo: diluvio di critiche, pilota in crisi

Pioggia di critiche su Daniel Ricciardo: il pilota della McLaren è stato criticato dal compagno Norris, dal TP Brown e dall’ex Villeneuve.

Daniel Ricciardo è sempre stato un ragazzo divertente e solare, amato da tutti sia come pilota che come uomo, eppure ora in moltissimi gli hanno voltato le spalle: in crisi di risultati da due anni a questa parte, in McLaren sarebbero stufi del suo pessimo rendimento e le critiche ricevute dal CEO della scuderia Zak Brown, dall’ex pilota campione del mondo Jaques Villeneuve, dai tifosi e dal compagno di scuderia Lando Norris stanno gettando in crisi il morale del pilota australiano.

Daniel Ricciardo
LaPresse

Il ragazzo più adorato per la sua sconfinata solarità dell’intero circus Formula Uno ha perso il sorriso: Daniel Ricciardo non è più lo stesso, né in pista e né fuori dai circuiti, sembra aver perso qualsiasi talento sia all’intero della monoposto che al di fuori quando con la sua fragorosa risata contagiava tutti quanti. Le cose non stanno andando bene da un anno e mezzo e Ricciardo sta accusando il colpo.

In giallo McLaren da una stagione e mezza Daniel Ricciardo ha totalizzato la mediocre cifra di cento quindici punti classificandosi solo ottavo nel Mondiale Formula Uno scorso, mentre quest’anno è solo tredicesimo avendo guadagnato appena quindici punti in nove Gran Premio (andando a punti in appena due occasioni). Il suo compagno di squadra Lando Norris, di appena ventidue anni, è settimo in Classifica Piloti con trentacinque punti in più dell’esperto collega e compagno Daniel Ricciardo.

Sulla situazione si è espressa tanta gente, a partire da Zak Brown CEO di McLaren che si è detto deluso da Daniel Ricciardo non più tardi di tre settimane fa, ammettendo che potrebbe essere l’ultimo anno del pilota australiano in McLaren dovesse continuare così pur avendo il contratto in scadenza solo nel 2023 e che il suo compagno Lando Norris è molto più performante di lui.

Difficile staccarsi da Ricciardo, non per i risultati o il rispetto della carriera ci mancherebbe, ma per via della succosa buonuscita che dovranno garantirgli in quanto l’australiano guadagna tredici milioni di euro in McLaren cosa che lo rende il quinto pilota più pagato dell’intero circus. Il CEO Brown ci sta pensando e già si fanno i nomi dei potenziali sostituti: Esteban Ocon, Sebastian Vettel e Yuki Tsunoda.

Anche Jacques Villeneuve, ex pilota canadese di Formula Uno campione del mondo nel 1997 con la Williams e figlio dell’indimenticato Gilles, si è espresso contro la forma di Daniel Ricciardo ammettendo che secondo lui Zak Brown ufficializzerà il suo addio a fine stagione cacciandolo dalla McLaren. Jacques Villeneuve ha poi tuonato contro Ricciardo: “Non porta punti e non ha la velocità di cui il team ha bisogno, costa solo soldi. Sarebbe più conveniente lasciarlo seduto sul divano di casa“.

Sbirciando nel documentario uscito su Netflix circa il circus delle corse chiamato Formula Uno: Drive to Survive si può notare un Lando Norris piuttosto infastidito da Ricciardo: il talentino britannico ha aspramente criticato il talento del pilota australiano secondo lui eccessivamente sopravvalutato, aggiungendo che Ricciardo è uno che tende a perdere la fiducia alle prime difficoltà.

Ricciardo e Brown: pace fatta per la McLaren?

Dopo le dure parole evidenti e chiari di qualche settimana fa, Zak Brown ha teso una mano a Daniel Ricciardo un po’ per permettergli di sentire ancora la fiducia del team ed un po’ per non scoraggiarlo ulteriormente, poi a fine stagione comunque si prenderanno delle decisioni. Entrambi comunque si sono recentemente espressi circa l’argomento in questione.

Zak Brown, CEO di McLaren, ha voluto fortemente Daniel Ricciardo in Scuderia Papaya un anno e mezzo fa facendogli firmare un ricchissimo contratto e strappandolo alla concorrenza. Dopo tre settimane di fuoco e polemiche Brown ha chiarito a tutti la sua posizione: “Non è vero che vogliamo separarci, continueremo insieme. Daniel è motivato ed ha il nostro pieno supporto. Il rapporto è ottimo“.

Anche il ragazzo ha parlato circa questa situazione, dicendosi conscio dei fatti e sottolineando che il team dovrà fare la sua parte: “Io e Zak abbiamo chiacchierato. Non mi serve un calcio nel sedere per rendere, non sono uno sciocco e conosco i miei risultati: Sta al team cercare di capire se c’è qualcosa che può fare per aiutarmi“.