Fiorentina, la lite degenera e si arriva alle mani: tifosi scioccati

Nervi tesi e staffe perse: la panchina della Fiorentina si trasforma in un ring e i tifosi filmano tutto, increduli.

Rocco Commisso
LaPresse

Molto spesso, ciò che differenzia un dilettante/amatore da un professionista, è la “testa”. Intesa, ovviamente, come la capacità di infondere impegno, dedizione e caparbietà in ogni azione in modo da superare i propri limiti. Nello sport spesso si sente parlare di questo o di quell’altro talento, che “se avesse avuto un’altra testa” forse sarebbe andata diversamente.

La verità è che l’essere un professionista, specie nel calcio, è una dote pari alla capacità di compiere giocate spettacolari ed interventi sublimi. Ma, così come tante sono le pressioni nel mondo del pallone, altrettanti sono coloro che di tanto in tanto non reggono e si rivelano umani, come noi tutti.

Alla Fiorentina lo sanno bene, visto che proprio qualche mese fa è ricorso il decennale di una delle liti più assurde (e se vogliamo, spettacolari) che la storia del calcio ricordi. Nessuna rissa, nessun “acchiapparello” per il campo. Solo alcuni “panni sporchi” che andavano puliti in casa, e che invece hanno fatto il giro del mondo in poche ore.

Fiorentina, la storica lite tra Delio Rossi e Adem Ljajic

Maggio 2012. La Fiorentina, che ad inizio stagione aveva esonerato Mihajilovic, nonostante i proclami di lotta per il titolo dei Della Valle, è a soli 6 punti dalla zona retrocessione. La squadra, in mano a Delio Rossi, giocava uno scontro salvezza di vitale importanza contro il Novara, penultimo e virtualmente retrocesso.

I tanti infortuni avevano caratterizzato la stagione della Viola, che davanti si affidava al genio e alla sregolatezza di Ljajic. Una partenza arrembante ma un risultato tragico: lo 0-2 in favore dei piemontesi al 30′ aveva spinto l’allenatore a cambiare subito strategia, e quindi fuori il fantasista serbo e dentro Ruben Oliveira.

Ljajic, sostituito prima del 45′, mormora qualcosa a Rossi e poi lo schernisce con un pollice all’insù. L’allenatore emiliano perdeva così le staffe, avvicinandosi minacciosamente alla panchina e, dopo aver puntato col dito il suo calciatore, ha iniziato a tirargli pugni scivolando dall’area tecnica ai seggiolini.

Una scena surreale, che tutta la panchina della Fiorentina ha cercato di sventare intervenendo. Tanti i processi mediatici postumi, tra i più a condannare l’allenatore e qualcuno a stanziare dalla sua parte per aver riportato in riga un ragazzo lasciatosi andare a qualche offesa di troppo.

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Cosa il serbo abbia detto con esattezza a Rossi lo hanno saputo solo gli altipiani della Fiorentina, che seduta stante ha licenziato l’allenatore (motivo per il quale il caso è finito davanti ad un tribunale) e ha tenuto tra le sua fila Ljajic, che nella stagione successiva ha vissuto la migliore annata in Viola.