Il pilota di Haas riporta la leggenda in Top 6: non accadeva dal 2012

Il fenomenale pilota della Haas riporta il leggendario cognome della Formula Uno in Top 6 all’arrivo: non accadeva dal 2012, è nella storia.

Una nuova era di piloti forti e giovani è giunta in Formula Uno ma c’è anche chi al termine di una meravigliosa gara corsa velocissima e combattendo ad ogni curva ha riportato in auge uno dei cognomi più pesanti della storia di questo sport. Il giovane e fenomenale pilota di Haas sta mettendo ogni giorno un tassello importante nel suo percorso di crescita ed anche stavolta ha fatto un figurone al Gran Premio d’Austria, chiudendo in Top 6 accanto ai migliori piloti del circus coi quali ha duellato ad armi pari.

Mick Schumacher
LaPresse

Ci sono storie di sport che toccano le corde dell’anima e ci commuovono puntualmente, questo perché in genere ci raccontano avvenimenti clamorosi di chi ce l’ha fatta partendo dal nulla o ci legano con doppio nodo ad un filone nostalgico che ci prende lo stomaco e ce lo stringe forte.

Questo secondo caso è sicuramente il nostro caso, perché questa fantastica storia che si sta scrivendo ogni giorno narra il racconto di un ragazzo che porta il cognome più pesante ed amato di questo meraviglioso sport chiamato Formula Uno e soprattutto lo porta con enorme talento e forte dignità.

Mick Schumacher, da poco ventitreenne, a bordo della sua VF-22 di Haas sta andando fortissimo e sta mettendo ogni giorno di più nero su bianco quanto questo sport gli calzi a pennello, un po’ per il DNA del campione che gli scorre nelle vene ed un po’ per l’enorme dedizione e determinazione che mette quotidianamente nel lavoro.

Al Gran Premio d’Austria corso sul Red Bull Ring di Spielberg il giovane pilota del team satellite Ferrari si è presentato nono in griglia di partenza e dopo aver duellato ferocemente con Zhou, Magnussen, Norris, Ricciardo ed Hamilton per larghi tratti di gara si è andato a prendere la sesta posizione.

La sesta posizione vale otto punti e la ottava ottenuta al Gran Premio di Silverstone ne valse quattro di punti, per un totale di dodici che al momento lo proiettano in quindicesima posizione che con la Haas sotto al sedere non è neanche un cattivo risultato, se poi consideriamo che i suoi numeri sono in crescita allora la notizia non è buona, è ottima.

Il sesto posto di Mick Schumacher ha fatto felici tutti non solo perché il ragazzo ha mostrato a tutti di non essere solo un figlio d’arte o un giovanotto bravino, quel posizionamento ha fatto breccia nei cuori di tutti per due motivi: uno perché comincia a profumare di consacrazione e l‘occhio vigile di Ferrari può iniziare a sorridere, e due perché uno Schumacher non entrava in To 6 dal lontano 2012 quando a Monza proprio papà Michael chiuse in sesta posizione quando ormai era prossimo al ritiro.

Tutti fanno il tifo per Schumacher Jr, un po’ per il suo cognome che ci lega tutti quanti al più grande pilota della storia ed un po’ perché un giovane pulito e serio in un mondo di saltimbanchi ce lo meritiamo tutti.

Mick Schumacher c’è: da figlio d’arte a degno erede

La corsa del Gran Premio d’Austria c’ha mostrato quanto Mick sia simile a suo padre: leale, onesto, pulito ma anche determinato, combattivo, forte e coraggioso.

A Silverstone l’abbiamo visto duellare alle ultime curve e sul rettilineo finale col fenomenale campione del mondo in carica Max Verstappen che ha dovuto usare le maniere forti e chiudere contro il muretto Schumacher Jr per non farsi superare, mentre nella Sprint Race qualificatrice del Gran Premio d’Austria lo abbiamo visto giocarsi la posizione curva a curva col sette volte campione del mondo Lewis Hamilton (che si è largamente complimentato con lui) e sempre a Spielberg lo abbiamo visto uscire vincitore da una clamorosa rissa tra cinque monoposto che battagliavano per la sesta posizione.

Al Red Bull Ring il rampollo di casa Schumacher Jr si è aggiudicato anche il premio votato dai fans F1 Driver Of The Day, beccandosi anche i complimenti di Sebastian Vettel, di zio Ralf Schumacher, del suo compagno di scuderia Kevin Magnussen, del suo Team Principal Gunther Steiner ed anche di Mattia Binotto, Team Principal di Ferrari che veglia su di lui seguendone la crescita per portarselo prima in Alfa Romeo e successivamente a Maranello.

Per la gioia e l’orgoglio di papà Michael e di tutti quanti gli appassionati di Formula Uno, c’è ancora uno Schumi competitivo nel circus.