Sedici titoli mondiali F1, poi l’oblio: la caduta degli dei

Come si passa dal vincere sedici titoli mondiali Formula 1 a cadere rovinosamente fino a fallire per cinque anni di fila? A quanto pare così.

La Formula Uno, così come il calcio, il basket ed il football americano soprattutto, è uno sport imprevedibile che spesso vive di cicli, fortuna, talento, dicisioni difficili e cruciali, gioco di squadra ed episodi. Come ci si può spiegare la caduta degli dei altrimenti? Come si passa dal vincere sedici titoli mondiali Formula Uno tra Classifica Piloti e Classifica Costruttori a ritrovarsi perennemente all’ultimo posto? I motivi sono molteplici e sicuramente non è un discorso semplice da fare, anche perché in un mondo che corre veloce i progetti a lungo termine faticano ad essere compresi e sostenuti, ma il Team Principal di Williams ha un piano.

Williams Racing
LaPresse

La Williams è stata per la Formula Uno quello che Johann Cruijff è stato per il calcio, quello che è stato Friends per gli anni ’90 e quello che Roger Federer è stato per il tennis, ovvero una pietra miliare incastonata lì nella storia per decenni e decenni, pezzo fondamentale del puzzle chiamato Formula Uno.

Sedici titoli mondiali vinti, un’enormità, seconda nella Classifica Costruttori All Time solo alla Ferrari con sedici la rossa di Maranello e nove la Williams, ben sette titoli mondiali Formula Uno vinti dai propri piloti, cento quattordici vittorie totali e settecento settantasette gare disputate.

Numeri da capogiro per la Williams, storica scuderia di Formula Uno un tempo competitiva e formidabile e ormai caduta in disgrazia, spesso relegata lì all’ultimo posto. Ma come è stato possibile che la scuderia che ha vinto con Jones, Rosberg Sr, Piquet, Mansell, Prost, Hill e Villeneuve Jr si sia ritrovata dalla vetta alla parte più bassa della classifica?

I motivi sono molteplici, ma i principali sono due: sicuramente le figure di Sir Frank Williams e Sir Patrick Head, che nel 1977 fondarono la Williams F1, sono mancate molto ultimamente alla scuderia, rispettivamente manager ed ingegnere capo numeri uno nei loro campi di lavoro. Frank Williams ci ha lasciati nel 2021 ma ormai era fuori dal circus da diverso tempo avendo lasciato tutto nelle mani dell’inesperta figlia, mentre Head si è ritirato dal circus nel 2011.

Altri motivi sono sicuramente riconducibili ai motori non potenti collocati nelle monoposto della Williams: fino al 2005 i motori prima Honda e poi BMW hanno funzionato alla grande, poi un cambio di motore passando prima per Ford-Cosworth, poi per Toyota ed infine per Renault ha fatto crollare i risultati in pista visto che non erano minimamente Power Unit competitive. Solo tra il 2014 ed il 2017 si è tornati competitivi grazie ad un motore di riserva Mercedes, salvo poi diventare obsoleto e lento perfino quello.

Anche la scelta dei piloti nel tempo si è fatta sempre meno efficace: si è passati da Montoya, Rosberg, Ralf Schumacher, Button, Villeneuve, Coulthard, Hill, Prost e Mansell a Nakajima, Maldonado, Stroll, Sirotkin, Kubica, Latifi e Albon.. con tutto il rispetto, capite bene la grandezza dei primi nomi ed i curriculum presentati rispetto a quelli del secondo gruppo.

Gli sponsor ormai sono fuggiti quindi anche i soldi per lo sviluppo sono sempre di meno, pertanto con pochi soldi, pochi sviluppi, scarso talento in monoposto e vetture lente capite bene che la Williams diventa un paradosso, un cane che cerca di mordersi la coda.

Futuro Williams: il piano di Jost Capito per rilanciarsi

Nulla è perduto, bisogna solo rimboccarsi le maniche ed iniziare a lavorare diversamente: lo sa bene Jost Capito, Team Principal e Amministratore Delegato di Williams scelto dal fondo Dorilton Capital che da un anno e mezzo ha rilevato la scuderia dalla famiglia Williams.

Jost Capito ha un piano: innanzitutto insieme ai proprietari stanno lavorando insistentemente per racimolare denaro da nuove sponsorizzazioni senza le quali difficilmente si canterà messa, inoltre ha intenzione di varare una rivoluzione anche all’interno delle monoposto.

A fine stagione il canadese Nicholas Latifi verrà lasciato andare, troppo lento e mai competitivo, mentre per il thailandese Alexander Albon sono ancora in corso valutazioni. Al posto di Latifi siederà con quasi assoluta certezza il talento australiano Oscar Piastri, giovane e fenomenale terzo pilota di BWT Alpine che Renault presterà volentieri alla Williams. Piastri ha vinto tre titoli mondiali consecutivi tra il 2019 ed il 2021 in Formula Renault Eurocup, Formula 3 e Formula 2.

C’è comunque da risolvere il problema della velocità dei motori e qui Capito calerà l’asso: dopo anni insufficienti interromperà il rapporto con Mercedes andando a stipulare un accordo che consentirà a Williams di montare Power Unit della Volkswagen, colosso dell’automotive pronto a sbarcare in Formula Uno.