La controversa storia di Nikita Mazepin: dalle corse alla battaglia legale contro Haas

Una delle storie più controverse e della Formula Uno è quella che vede protagonisti Nikita Mazepin, suo padre, lo sponsor Uralkali e Haas.

Immaginate una storia più controversa ed intricata possibile, una storia alla Christopher Nolan per intenderci, una storia così piena di spiacevoli colpi di scena da venir presto volutamente dimenticata, o per meglio dire taciuta e celata, all’interno del circus. Questa è la storia di Nikita Mazepin, che in appena sei anni è stato prima nominato pilota collaudatore della Force India, poi pilota ufficiale di Haas ed infine nemico dell’Europa insieme a suo padre. Ora la battaglia legale tra i Mazepin e la Haas impazza furiosa ed incontrollata.

Nikita Mazepin
LaPresse

Parlare di questa storia è difficile, non tanto per gli avvenimenti che comunque sono raccontati in buonissima parte anche nel documentario di Netlix Formula Uno: Drive To Survive, ma perché è tutto così incredibile e controverso da lasciare mille dubbi, domande e tutti gli spettatori piuttosto sbalorditi.

Nikita Mazepin è sempre stato un personaggio controverso, sin dagli albori: già nel 2016, a soli diciassette anni, passò alla cronaca dalla parte sbagliata perché in Formula 3 si ritrovò a dare due pugni in faccia al pilota Callum Ilott della Ferrari Driver Accademy, cosa che gli costò una squalifica per comportamento antisportivo.

Appena tesserato da Haas come pilota ufficiale poi, e qui saltiamo al 9 dicembre 2020, il pilota russo caricò su Instagram un video in cui sembrava toccare in maniera impropria il seno di una ragazza: il team prese immediatamente le distante da Mazepin definendo il video “ripugnante” e lui si scusò in un post che però così come vide la luce dopo qualche giorno venne rimosso. La storia complicò la figura di Nikita Mazepin e numerosi appassionati di Formula Uno lanciarono l’hashtag “WeSayNoToMazepin” cosa che portò innumerevoli fan a chiederne la rimozione immediata dal circus delle corse.

All’interno di F1: Drive To Survive poi possiamo vedere come Nikita Mazepin sia arrivato a correre per Haas grazie anche all’aiuto di suo padre, il magnate oligarca bielorusso (e capite già qui che la storia si complica) Dimitry Mazepin che sponsorizzò la Haas con una delle sue grandi aziende, di fatto “comprando” a Mazepin Jr la possibilità di correre come pilota ufficiale.

La Uralkali, gigantesca azienda russa produttrice ed esportatrice di potassio leader nel settore, diventa così lo sponsor di Haas e nonostante l’imposizione di FIA ai russi di correre sotto bandiera bianca con uno stratagemma Dimitry Mazepin riesce a mettere sulla livrea della monoposto del figlio (e su quella di Schumacher Jr) tre bande colorate blu, bianche e rosse che richiamano proprio la bandiera della Russia.

Sponsor o meno, Gunther Steiner non poté far altro che rendersi conto in fretta che dai Mazepin la Haas stava solo prendendo soldi e niente più: Nikita non sembra aver talento, il compagno di scuderia Schumacher Jr lo batte costantemente e lui con un quattordicesimo posto a Baku ottiene il suo miglior risultato, in più lamenta in continuazione di guidare un cancello scassato e non una monoposto e insinua più volte che la vettura di Schumacher sia migliore della sua e che ci sia qualcosa di losco dietro affinché lui risulti meno talentuoso del compagno.

Dimitry Mazepin appoggia il figlio e paga la Haas, perciò chiede spiegazioni a Steiner che però gli ripete fino allo sfinimento di avere due monoposto letteralmente identiche e che solo il talento dei piloti permette a uno di battere costantemente l’altro. I Mazepin diventano velocemente un problema: chiedono di più a Steiner, lamentano brogli e frizioni in continuazione, accusano il muretto per ogni errore che fa Nikita ed anche ai microfoni dei giornalisti parlano di una Haas che favorisce il pilota tedesco e compromette il russo.

Gunther Steiner non ne può giustamente più e lo scoppio del conflitto su larga scala tra Ucraina e Russia dopo l’invasione voluta da Putin, anche se brutto dirlo e prendetelo nel senso più onesto del termine, torna “utile” al Team Principal di Haas che decide di comune accordo coi vertici della Haas di licenziare di netto Nikita Mazepin e interrompere i rapporti con Uralkali nel marzo del 2022 in quanto Dimitry e suo figlio vengono inseriti nella Black List europea delle persone fin troppo vicine a Putin.

La personale guerra legale di Nikita Mazepin alla Haas

Due piccioni con una fava per Steiner: fa la cosa giusta non accettando più i soldi di un oligarca e si libera di un pilota senza talento e completamente nocivo per i rapporti interni di Haas.

La scuderia con a capo Gunther Steiner all’alba della stagione 2022 richiama così Kevin Magnussen ad affiancare Mick Schumacher e i due iniziano a portare bei risultati che restituiscono dignità e credibilità ad Haas.

Nikita Mazepin dopo l’accaduto ha iniziato una personalissima guerra verbale contro Haas che ben presto si tramuterà in guerra legale, con i reclami del russo che verteranno circa un licenziamento immotivato ed unilaterale ed alcuni arretrati a sua detta non pagati da Haas.

Giorni fa ad una televisione filo governativa russa ha così dichiarato: “Il mio reclamo è in corso. Abbiamo già scelto la giurisdizione: la Svizzera. È il luogo in cui è stato firmato il contratto, gli avvocati hanno compilato tutti i documenti e la richiesta è stata presentata per essere esaminata. Se mi chiameranno, parteciperò ma non credo che questo accadrà. Ci sono comunque obblighi contrattuali non rispettati“.