Pierre Gasly non ne può più: sfoga tutta la sua frustrazione così

Anche il più mite tra i piloti del circus della Formula Uno ha ceduto alla rabbia: Pierre Gasly si è sfogato duramente contro il suo team.

Non deve essere facile correre in Formula Uno per una scuderia non competitiva, non tanto perché non puoi competere per le prime posizioni ma perché ti ritrovi ad essere un ventiseienne pilota talentuoso incastrato sempre tra mille difficoltà che sembrano non risolversi mai. Ne sa qualcosa Pierre Gasly, abile pilota francese della cricca Red Bull che da sei anni ormai corre per le squadre satellite Toro Rosso prima ed AlphaTauri poi, che pur dimostrando un buon talento nelle corse spesso si trova relegato a combattere con una monoposto insufficiente nelle ultime posizioni. Arrivato a saturazione Gasly ha sfogato tutta la sua rabbia e la sua frustrazione.

Pierre Gasly
LaPresse

La Formula Uno non è affatto semplice, questo è chiaro, per vincere o anche solo per competere devono quadrare troppe cose tutte insieme e le monoposto sono un delicatissimo prototipo iper tecnologico di una roba che anche solo per stare tutta insieme senza rompersi o dare problemi ci vorrebbe un miracolo.

Lo sa bene Pierre Gasly, abile pilota francese ventiseienne di AlphaTauri, che i suoi buoni risultati in pista li porta sempre ma è costretto ormai da sei anni a correre per una scuderia che fa fatica a rendersi competitiva e tutti i risultati che ottiene non sono certo merito degli sviluppi o della monoposto AT03, bensì del talento del ragazzo.

Comunque Pierre Gasly in sei anni tra Toro Rosso e AlphaTauri di risultati ne ha portati e da tre anni finisce anche in Top 10 in Classifica Piloti, un ottimo risultato se sei una scuderia non competitiva e satellite, inoltre il ragazzo vanta anche tre podi ed una vittoria a Monza nel settembre del 2020.

Però non competere per sei anni di fila è stressante, soprattutto se sei bravo e sai che un’opportunità anche solo leggermente più in alto la meriteresti: Pierre Gasly oggi ha ventisei anni ma è da quando ne ha venti che corre in Formula Uno e fin qui ha speso tutta la sua carriera a testare per Red Bull in un team satellite.

Dopo le brutte figure recenti Pierre Gasly ha iniziato ad alzare la voce e sfogare tutta la sua frustrazione contro AlphaTauri, dicendo che così non si va avanti e che c’è troppo da fare se si vuole competere almeno con i pari grado. Circa i duelli mancati con i pari grado ha così parlato: “Se non hai nuove parti e gli altri sì, migliorano. All’inizio dell’anno abbiamo lottato con piloti che ora sono davanti, mentre noi finiamo a 20-30 secondi da loro, dunque stiamo perdendo 4 o 5 decimi al giro“.

Gasly ha poi continuato circa la mancanza di passo, gli errori del muretto e il disperato bisogno di aggiornamenti sulla AT03: “Nelle ultime gare non ho avuto passo, non sono da nessuna parte. Guardate Yuki, guardate me, anche la strategia… abbiamo perso una posizione quando siamo rientrati ai box, ma anche con la miglior strategia possibile se non hai velocità non vai da nessuna parte. Abbiamo un disperato bisogno di aggiornamenti. Ci servono perché senza quelli non riusciremo ad andare da nessuna parte..“.

Un triste e frustrato Pierre Gasly ha poi concluso lo sfogo dichiarando che “Tutto il week end è stato un disastro, do il massimo ma così non ci sono davvero possibilità“.

Pierre Gasly vuole competere, ma dovrà pazientare

Red Bull ci tiene a Pierre Gasly, veramente, ma di certo non può affidargli la seconda guida del team oggi divinamente portata a podio da Sergio Perez, perché se è vero che Gasly è bravo è altrettanto vero che Checo è fortissimo.

Però come detto Red Bull ci tiene e Christian Horner ha spinto tanto affinché AlphaTauri rifirmi in ragazzo, così il francese in scadenza di contratto alla fine ha accettato di rimanere un altro anno in Formula Uno con la scuderia satellite di Red Bull, estendendo il proprio impegno con AlphaTauri fino a fine 2023.

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Verosimilmente non ci sarà un’altra estensione l’anno prossimo e Pierre Gasly potrebbe accettare le numerose lusinghe fattegli da McLaren e BWT Alpine tra un anno: entrambe le scuderia pare possano offrire al ragazzo un contratto lungo e sotto l’occhio vigile di Zak Brown diverrebbe una pari guida di Lando Norris mentre sotto il comando di Szafnauer potrebbe persino diventare la prima guida di Renault.