Pilota licenziato da Red Bull per frasi gravissime, Norris e Verstappen lo difendono

Lando Norris e Max Verstappen vanno in soccorso del pilota licenziato da Red Bull per frasi da denuncia: merita una seconda chance per loro.

Ha del clamoroso e anche del vomitevole la storia che lega Juri Vips, giovane pilota estone di Formula 2 ed ex membro del Red Bull Junior Team, a delle frasi impronunciabili ed irripetibili che sono state sì condannate dal suo team (che l’ha scaricato) ma in parte perdonate da Lando Norris e Max Verstappen, assi della Formula Uno rispettivamente in McLaren e Red Bull, che ne hanno chiesto l’indulto.

Norris e Verstappen
LaPresse

Una storia difficile da raccontare e difficile da spiegare, una storia che ci fa rabbrividire tanto quanto riflettere su una generazione di giovani leve che cresce sì in un mondo ultra tecnologico e sempre migliore per quanto riguarda le lotte alle disparità, ma che per gli stessi motivi consente fin troppa “parola” e leggerezza a tutti che spesso porta a gaffe o a vere e proprie indecenze verbali.

È la storia di Juri Vips, lui perché famoso ma è uno tra milioni, giovane e talentuoso pilota estone (ex) del Red Bull Junior Team che in Formula 2 stava dimostrando tutto il suo talento prima di rimanere appiedato ufficialmente il 28 Giugno 2022: la Red Bull l’ha prima sospeso dallo Junior Team e successivamente licenziato come pilota collaudatore e terzo pilota del team ufficiale di Formula Uno.

Ma cos’ha combinato Juri Vips di tanto grave per farsi cacciare da Helmut Marko e Christian Horner in persona? Probabilmente potremmo riassumere i fatti in “ha fatto il giovane sciocco e irresponsabile”, ma sarebbe in qualche modo come sminuire la potenza e la gravità delle parole pronunciate dal giovane estone pur sottolineando la totale fiducia nel fatto che ciò che ha detto non lo pensa.

Juri Vips è un bravo ragazzo che ha solo sbagliato parole, magari per fare il simpatico o lo scemo con gli amici, non rendendosi conto della gravità di ciò che stava dicendo: durante una live in streaming su Twitch dove stava giocando coi suoi amici a Call of Duty, il giovane pilota estone avrebbe pronunciato una serie di parole omofobe e razziste che chiaramente gli sono costate immediatamente il posto.

Il ragazzo si è subito rammaricato per l’accaduto, scusandosi e comunicando che collaborerà al cento percento con l’indagine, sottolineando come quegli epiteti non rispecchiano minimamente i suoi valori. La Red Bull ha subito emanato un criptico comunicato appena si è sparsa la voce riguardo l’accaduto che recita così: “Come organizzazione condanniamo qualsiasi tipo di abuso e abbiamo una politica di tolleranza zero verso linguaggi e comportamenti razzisti“.

E qui nasce uno dei più grandi quesiti dei nostri tempi: gravità e aberrazioni del genere vanno punite sempre con il massimo della pena o si può giustificare o quantomeno concedere una chance di redenzione, anche considerato che si sta parlando di frasi dette in un momento di deconcentrazione e svago da un ragazzo ventunenne? Difficile a dirsi, se ne discute e dibatte spesso ma trovare una risposta è difficile, ma Norris e Verstappen sono per l’indulto e la seconda chance.

Norris e Verstappen pro Vips: gli assi della F1 chiedono la grazia

I due giovani e formidabili piloti Lando Norris (di McLaren) e Max Verstappen (di Red Bull, nonché campione del mondo in carica), rispettivamente di ventitré e ventiquattro anni, hanno in qualche modo chiesto la grazia per l’estone Juri Vips pur sottolineando la gravità delle sue parole che vanno in tutti i modi scoraggiate e contrastate.

Ma non può finire una carriera al primo errore commesso, soprattutto in gioventù, soprattutto se queste aberrazione sono state dette in un momento di leggerezza dove qualche ca***ta può scapparti.

Max Verstappen è stato molto chiaro: “Le persone meritino una seconda possibilità. Probabilmente non una terza, ma le cose possono essere dette con molta facilità e probabilmente a volte non si pensa nemmeno a quanto male possano fare a qualcuno“, parole alle quali ha aggiunto che secondo lui il ragazzo estone ha imparato la lezione e che merita di poter dimostrare di essere migliore delle parole che ha pronunciato involontariamente.

Al campione del mondo in carica ha fatto eco anche Lando Norris, che ha sottolineato come ci sia “una differenza tra chi fa un errore ed utilizzi un linguaggio o una parola scorretta e chi invece cerca di farlo di proposito per discriminare“, aggiungendo inoltre che gli errori si fanno e che non si possa certo compromettere una carriera per due parole fuori posto anche se gravi.

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Dunque si torna al quesito di prima: indulto e grazia considerato tutto o pugno di ferro a prescindere? Red Bull sembra propendere per la seconda, per ora.