Tennis, un top squalificato per doping: “Vi sbagliate”

Il mondo del tennis è finito al centro delle polemiche per la squalifica per doping di un top player del circuito: via al caos.

Il mondo dello sport e il doping hanno una storia che affonda le proprie radici nel profondo. E, purtroppo, queste in tanti momenti si sono intrecciate fra loro. Ne sa qualcosa il mondo del tennis, scosso da una squalifica molto pesante in seguito ad accuse altrettanto gravi.

tennis doping
Pixabay

Quel che vi riportiamo oggi, tuttavia, è un caso che risale a 6 anni fa e scandalizzò, all’epoca, tutto il mondo dello sport e non solo quello del tennis. Questo avvenne perché il protagonista della vicenda, all’epoca, era uno dei top mondiali del circuito già da diversi anni.

Tennis, Maria Sharapova squalificata due anni per doping

Qualcuno di voi lo aveva sicuramente già intuito: la squalifica per doping che vi riportiamo alla memoria è quella subita da Maria Sharapova, oggi ex tennista ma all’epoca ancora nell’élite del tennis femminile e tra le più grandi sportive della sua generazione.

La Tigre siberiana, nel 2016, ricevette una pena esemplare per la positività, durante gli Australian Open di inizio anno, al Meldonium. Facciamo ordine: quando alla Sharapova arrivò la terribile sentenza che gettò nel caos il mondo del tennis, erano in arrivo le Olimpiadi di Rio, in cui la tennista era sta inserita già falla Federazione russa.

Questo perché il farmaco fu reso proibito ad inizio anno, e in molti, dopo la positività, pensavano a dei residui nel corpo della Sharapova che sarebbero rimasti impuniti perché la sostanza sarebbe stata assunta prima che venisse dichiarata dopante. Invece, la tennista fu costretta a rimanere lontana dal circuito per 15 mesi (grazie ad una riduzione della pena).

Il Meldonium è un farmaco utilizzato per il trattamento delle coronaropatie: espandendo le arterie, favorisce il flusso sanguigno e di conseguenza incrementa il flusso dell’ossigeno nel corpo.

La Sharapova, in un’intervista rilasciata dopo il suo ritiro nel febbraio del 2020, è tornata a parlare dello spiacevole episodio affermando di non aver mai negato l’utilizzo del farmaco: fin dal 2005, anno della sua ascesa tra i professionisti, la tennista russa ha dischiarato di averne sempre fatto uso poiché consigliatole da un medico russo che la seguì da giovanissima.

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La tennista, poi, a fine 2015 chiese al suo agente di stilare una lista dei farmaci che erano e sarebbe diventati proibiti, ma questo, a causa di problematiche personali, non lo fece. “Sappiamo tutti come andò a finire, purtroppo. Passai un brutto periodo, tolsi ogni social e simili per restare isolata. L’ITF ha sempre insistito sul fatto che prendessi il Meldonium di nascosto: non era vero perché per moltissimi anni è stata una sostanza legale. Non pretendevo di tornare a giocare il giorno dopo, ma l’abbassamento di pena mi ha comunque tolto un peso di dosso”.