Basket, scatta la rissa in campo: “La peggiore della storia della Nba”

Uno spettacolo indecoroso per uno degli sport più belli al mondo: 9 giocatori sospesi per un totale di 146 partite in Nba.

Motivo futile o serio che sia, quando un atleta in trance agonistica perde il senno ci sono poche chance che lo recuperi in qualche frazione di secondo. Posto ciò, pensate a degli “omoni” di due metri l’uno, che in una partita dell’Nba (lo sport più seguito negli Stati Uniti nonché la lega di basket più attraente al mondo) non ragionano più in maniera razionale e danno il via alla più classica delle risse.

Nba
LaPresse

Peccato, però, che quella vistasi in quell’occasione sia stata definita dall’Associated Press (un’agenzia di stampa internazionale con sede negli Stati Uniti) non come un banale scontro, ma come “La rissa peggiore della storia della Nba“.

Qualcuno di voi avrà già forse capito dove stiamo andando a parare: quella di oggi sarà una rievocazione storica di ciò che si vide al Palace of Auburn Hills del Michigan il 19 novembre 2004. L’Nba, quel giorno, fu spettatrice della rissa tra Indiana Pacers Detroit Pistons.

Basket, la maxi rissa della Nba tra Pacers e Pistons

Negli Stati Uniti è conosciuta anche come malace at The Palace (“malvagità al The Palace“): lo scontro che nel 2004 coinvolse Pacers Pistons ebbe inizio a 45,9 secondi dalla fine del quarto quarto. Il centro dei padroni di casa, Ben Wallace, tentò un layup e venne difeso, fallosamente, dall’ala piccola degli ospiti, Ron Artest.

I due protagonisti del primo scontro furono la miccia: Wallace, furioso d’aver subito un’irregolarità a match praticamente concluso (il risultato vide, infatti, vincere i Pacers per 9782 sui Pistons) si scagliò contro l’avversario.

A posteriori, la situazione si delineò meglio: Artest schiaffeggiò dietro la nuca Wallace, dopo averlo già avvertito durante la partita. Insomma, una promessa mantenuta, portata e termine e capace di incendiare gli animi a pochi istanti dal termine.

Un tira e molla durato qualche minuto, che vide ripetutamente il centro dei Detroit Pistons e l’ala piccola degli Indiana Pacers stuzzicari, con occhiatacce e lanci di asciugamani, che da una panchina all’altra prendevano il volo.

Quando la situazione tornò ad essere definibile come normale, il fattaccio: mentre Artest, sdraiato sul tavolo a bordocampo e in preda ad una crisi nervosa dopo il lancio dell’asciugamano da parte di Wallace, tentava di calmarsi, uno spettatore e sostenitore della squadra di casa, identificato come John Green, gli tirò un bicchiere di Coca-Cola sul petto. Ebbe inizio il finimondo.

Vere e proprie scene da far west, che però ebbero luogo in uno dei campi più iconici della Nba e che, alla fine dei conti dopo un parapiglia divisosi tra terreno di gioco e spalti, ebbe delle sentenze pesantissime: ArtestJacksonHarrison, O’Neal Johnson (dei Pacers) furono sottoposti a procedimenti penali ed ebbero un anno di libertà vigilata, oltre alla rinuncia allo stipendio (più grave nel caso del primo, che terminò di fatto la sua stagione per squalifica) a cui però furono sottoposti anche i cestisti dei Pistons come Wallace, MillerBillupsColemanCampbell.