Formula Uno, ecco il suo lato oscuro: parla l’ex commissario di gara

L’ex commissario di gara Michael Masi torna a parlare dopo le grandi polemiche del finale del Mondiale 2021 e rivela il lato oscuro della F1.

Torna a parlare dopo tanto tempo ai microfoni dei giornalisti l’ex commissario di gara Michael Masi, il quarantaquattrenne dirigente australiano che con una decisione controversa deciso il Mondiale di Formula Uno del 2021. Le sue dichiarazioni shock stanno facendo il giro del mondo e gettano preoccupanti ombre su ciò che non vediamo delle corse sportive: la F1 non è un’isola felice, ha il suo tremendo lato oscuro e Masi ha imparato a conoscerlo.

Michael Masi
LaPresse

Il primo marzo del 1973 i Pink Floyd, con tutta probabilità la più grande band di tutti i tempi, pubblicarono quello che sarebbe diventato di lì a brevissimo un cult della musica rock: The Dark Side of the Moon, un album da vendite record che stette nei primi posti delle classifiche per decenni e decenni, nonché un album considerato tra i più belli della storia del rock (con tante sperimentazioni dentro).

I testi di The Dark Side of the Moon furono quasi tutti scritti dal bassista e voce Roger Waters, autore anche dell’altro capolavoro inestimabile The Wall, e avevano tutti come tema principale quegli aspetti che sfuggono al controllo razionale dell’animo umano costituendone così il “lato scuro”. La Formula Uno ci piace moltissimo, è innegabile, ma non è certo un’isola felice priva di lati oscuri, tutt’altro, e Michael Masi ci ha tenuto a portarli tutto sotto le luci dei riflettori mettendoli in pubblica piazza.

Come un novello Roger Waters l’ex direttore di pista racconta la sua personalissima esperienza attraverso i lati oscuri delle corse sportive, un antro pericoloso e tenebroso se non si hanno le spalle larghe, tornando a parlare ai microfoni dei giornalisti dopo diversi mesi dal suo addio alla FIA, Federazione che governa le corse che già lo aveva retrocesso di mansione panchinandolo dal ruolo di giudice di gara dopo i fatti accaduti nell’ultimo Gran Premio del Mondiale 2021.

Michael Masi ha abbandonato la FIA pochi mesi dopo il suo declassamento, inaccettabile per un alto dirigente professionista come lui, e se ne è tornato a vivere in Australia con la sua famiglia per staccare da tutto. Masi ha raccontato che subito dopo il Gran Premio di Abu Dhabi per lui sono iniziati una serie di mesi difficilissimi dove non riusciva a passeggiare tranquillamente per Londra senza doversi voltare a guardarsi alle spalle, terrorizzato dalle migliaia e migliaia di lettere e commenti sui suoi profili social dove veniva minacciato di morte lui e la sua famiglia.

Masi ha dichiarato di aver sofferto tremendamente in questi mesi per questa situazione e che invece di chiudersi avrebbe dovuto consultare uno psicologo, cosa che non ha fatto scegliendo di parlarne il meno possibile per non terrorizzare i suoi cari. L’ex direttore di gara ha così dichiarato in merito a questo periodo: “Ho trascorso giorni difficili, mi sentivo l’uomo più odiato della Terra. Addirittura quando camminavo per strada mi guardavo le spalle, temevo che qualcuno potesse attaccarmi da dietro“.

Michael Masi, via da FIA e dalla F1: i fatti del GP di Abu Dhabi

Michael Masi è entrato nella storia della Formula Uno dalla porta sbagliata, ovvero quella che conduce alla sezione della gente odiata per ciò che ha fatto all’interno di quello sport.

Nell’ultimo Gran Premio della stagione 2021 si correva ad Abu Dhabi una gara decisiva per le sorti del Mondiale Formula Uno: Lewis Hamilton arrivava a quell’ultima tappa da capolista e Max Verstappen lo inseguiva, ma l’inglese per tutto il weekend sembrava imprendibile e pertanto avviato ad una scontata vittoria… fino al giro cinquantadue, quando Latifi esce di pista e va a sbattere contro le barriere (non facendosi nulla).

Masi non fa esporre la bandiera rossa ma acconsente all’ingresso della Safety Car, così le vetture passano dai box, aggiornano le gomme e si riappaiano tutte, e lì arriva la decisione controversa che cambierà per sempre la storia di quel Gran Premio: Masi comanda di far sdoppiare solo le vetture che ci sono tra Hamilton e Verstappen (e quindi non tutti i doppiati come da regolamento), consentendo così alla gara di riprendere nella sua valenza agonistica solo per l’ultimo giro, che diventa decisivo per l’assegnazione del titolo.

La mossa, fatta un po’ per lo spettacolo ed un po’ per buon senso anche se contro regolamento, porta all’inevitabile: all’ultimo giro in Curva 5 il bravo Verstappen, ormai riattaccatosi ad Hamilton per via dei rallentamenti imposti dalla Safety Car e dalla decisione di Masi, grazie alle sue gomme nuove ha decisamente più passo di Hamilton e perciò lo punta e supera andandosi a prendere la prima posizione che gli varrà la vittoria del Mondiale Formula Uno 2021… un titolo vinto all’ultimo giro dell’ultimo Gran Premio, tutto per una controversa decisione presa da Michael Masi.