Juventus, Allegri al bivio: situazione quasi insostenibile

Alla Juventus non c’è più tempo per sbagliare: Allegri adesso rischia la panchina e dietro ci sarebbe proprio il patron Agnelli.

La Juventus non può più sbagliare. Questo è il diktat che la società ha trasmesso a staff tecnico, giocatori, addetti ai lavori. E in particolare a Massimiliano Allegri, timoniere della squadra bianconera partita zoppicante in questa inizio di stagione.

Massimiliamo Allegri
LaPresse

Dopo gli acquisti di Vlahovic (più di 80 milioni) e Zakaria (arrivato per qualche manciata vista la scadenza estiva ma già bocciato dal tecnico livornese) dello scorso gennaio, la Juventus si è privata di de Ligt, passato al Bayern Monaco per più di 70 milioni di euro, e di Arthur, prestato al Liverpool con un diritto di riscatto superiore ai 30 milioni.

Oltre queste cessioni, sono arrivati solo rinforzi per AllegriPogbaDi MariaBremerKostic. A questi, negli ultimi giorni di mercato, si è unito pure Milik. Indicazioni chiare dell’allenatore, alla seconda esperienza in bianconero: calciatori pronti, nel pieno della maturità calcistica e magari anche oltre, capaci di ridare verve ad uno spogliatoio persosi negli ultimi anni.

Sotto Sarri prima e Pirlo poi, la Juventus non aveva convinto a pieno eppure era riuscita ad ottenere uno Scudetto, una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana. Non male, considerando i 9 anni di dominio in Serie A della Vecchia Signora. La distanza con le milanesi in crescendo, però, ha convinto nell’estate del 2021 Agnelli a richiamare Allegri sulla panchina bianconera per tentare di tornare in testa al campionato e tra le pretendenti alla Champions League.

Juventus, le dichiarazioni di Allegri scontentano Agnelli: che succede?

Con Allegri, tra il 2015 ed il 2019 la Juventus ha vinto tutti i campionati ed è arrivata a giocarsi la Champions League in finale per ben due volte, salvo poi cadere sotto i colpi del Barcellona della MSN (Messi-Suarez-Neymar) prima e del Real Madrid poi.

La squadra, seppur non praticasse un calcio esteticamente sublime, era solida e con una mentalità da far rabbrividire chiunque in Italia, tanto da riuscire agevolmente a proseguire il lavoro triennale di Conte che aveva aperto una striscia di Scudetti, diventata poi storica per il nostro campionato.

La fine del rapporto tra Allegri e la Juventus tre anni fa, a detta dei più, aveva come movente principale il comune accordo tra le parti, ma qualcuno vociferava che si fosse rotto qualcosa tra il mister e la società, in particolare con Andrea Agnelli. I due, seppure avessero vissuto dei malumori, parevano aver risolto la scorsa estate.

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Invece, le dichiarazioni del mister dopo la sconfitta all’esordio in Champions League contro il PSG per 2-1 (“Ora ci aspetta la Salernitana e sarà una partita ancor più difficile”), o dopo i tre pareggi nelle prime 5 di campionato (“Meglio il pari che la sconfitta”), avrebbero riacceso le tensioni tra i due, con il presidente che vorrebbe più intraprendenza e presa di responsabilità da parte di un tecnico che percepisce ben 9 milioni di euro l’anno. Adesso Allegri è ad un bivio: vincere ma soprattutto convincere, per non perdere la fiducia di una società che ha nuovamente creduto in lui.