Girone D: le schede di Australia, Germania, Ghana e Serbia

GIRONE D

Strani intrecci familiari fanno da cornice a quello che molti definiscono il gruppo più equilibrato e “difficile” di tutto il Mondiale. Il Gruppo D (Australia, Germania, Ghana, Serbia) potrebbe infatti diventare teatro del primo incontro della storia tra due fratellastri che giocano per Nazionali diverse: per Jerome Boateng, difensore tedesco dell’Amburgo, una promozione nella lista dei 23 da parte del ct Löw significherebbe l’apertura della sfida al fratello Kevin-Price, centrocampista del Portsmouth nato a Berlino da genitori ghanesi, che dopo aver militato nelle Nazionali giovanili tedesche ha scelto il Ghana. Ed è stato proprio Kevin-Price Boateng, con un fallaccio durante la finale di FA Cup persa dal suo Portsmouth contro il Chelsea di Ancelotti, a causare l’infortunio di Michael Ballack, privando dunque gli avversari tedeschi del loro capitano e uomo migliore. Certo che, con o senza Ballack, la Germania rimane senz’altro la favorita del gruppo, ma occhio alle sorprese: se la Serbia si è già imposta all’attenzione generale dominando il suo girone di qualificazione, le outsider Ghana e, in proporzioni minori, Australia hanno tutte le carte in regola per conquistare il pass per gli ottavi di finale.

GERMANIA

Quindicesima partecipazione consecutiva al Mondiale per la Germania, unica nazionale europea ad aver conquistato ben 14 finali (tra Mondiali ed Europei) riuscendo a conseguire 6 titoli. La guida della squadra tedesca, che ai Mondiali ha sempre superato il primo turno, tranne che nel 1938, è stata affidata dalla Federazione a Joachim Löw, 50 anni, che ha preso il posto del bravo Jurgen Klinsmann, capace di portare la Germania alla conquista della medaglia di bronzo 4 anni fa in casa propria, quando l’onda d’urto tedesca si andò ad infrangere solo nei minuti conclusivi dei supplementari contro gli scogli azzurri dell’Italia, che grazie ai gol di Grosso e Del Piero sbancò Dortmund conquistando l’accesso alla finale di Berlino. Löw avrà a disposizione un gruppo composto interamente da giocatori militanti nel campionato tedesco, che farà ancora una volta della compattezza la propria arma migliore, e che rispetto a quattro anni fa sarà completato dagli innesti di giovani interessanti come Cacau dello Stoccarda, Toni Kroos del Bayer Leverkusen e l’avversario dell’Inter in Champions col Bayern Thomas Muller. Cambio obbligato in porta, dove non ci sarà Jens Lehmann, appena ritiratosi dal calcio, e non ci sarà neanche l’infortunato Renè Adler, ma si contenderanno il posto Tim Wiese (Werder Brema), Hans-Jorg Butt (Bayern Monaco), il portiere rigorista, e Manuel Neuer (Schalke 04). In Sudafrica tutti si attendono che la Germania giochi ancora una volta un ruolo da protagonista e gli uomini di Löw sono innanzitutto chiamati a vincere il loro difficilissimo girone, nel quale dovranno confrontarsi con avversarie ostiche e organizzate, delle quali la Serbia è senza dubbio la più temibile. Ma il vero avversario dei tedeschi, in questa fase di avvicinamento alla competizione, è stata sicuramente la sfortuna. Dopo aver preso atto di dover rinunciare a capitan Ballack e ad Adler, hanno dovuto abbandonare il ritiro di Appiano-Cornaiano in Trentino Alto Adige anche il centrocampista dello Stoccarda Christian Traesch ed il polivalente difensore dello Schalke Heiko Westermann. A Löw il compito di sopperire a tutte queste assenze e garantire alla Nazione un Mondiale di primo livello.

SERBIA

La Serbia è la Nazionale più temibile tra le avversarie della Germania.. La squadra che andrà in Sudafrica sarà comunque, con ogni probabilità, la squadra più forte tra quelle che questa Nazionale ha mai potuto schierare. Il bravo ed esperto ct Radomir Antic, un passato alla guida soprattutto dell’Atletico Madrid, ma anche di Real Madrid e Barcellona, consegnerà infatti le chiavi della squadra al capitano e neocampione d’Europa Dejan Stankovic, ma potrà contare anche su una difesa da top-team con Vidic (Manchester Utd) e Ivanovic (Chelsea) centrali, Dragutinovic (Siviglia) e Djuric (Zurigo), vecchia conoscenza del Milan di Ancelotti, sulle fasce. Il “genoano” Jankovic e l’ex “fiorentino” Kuzmanovic rinforzeranno invece il reparto centrale del campo, che oltre a Stankovic avrà un suo punto forte in Milos Krasic, di recente avversario dell’Inter con il Cska Mosca. Anche il reparto offensivo ha i suoi nomi da segnalare: Nicola Zigic, ex ariete di Stella Rossa e Valencia, e il buon Pantelic, punta dell’Ajax con un passato da protagonista nell’Hertha Berlino. La Serbia arriva al Mondiale dopo aver vinto il suo girone di qualificazione ai danni della Francia, che per colpa degli uomini di Antic ha rischiato seriamente di non qualificarsi battendo l’Irlanda del Trap agli spareggi solo all’ultimo minuto e grazie ad una evidente svista arbitrale sul tocco di mano di Henry che ha propiziato il gol di Gallas. Arrivare a giugno in piena forma potrebbe veramente valere ai serbi il biglietto di grande sorpresa del Mondiale, ma prima di sognare in grande, Antic dovrà dimostrare di saper regolare squadre organizzate come il Ghana e l’Australia, accodandosi, a scanso di sorprese, alla Germania nella conquista di un posto agli ottavi.

GHANA

Primo avversario dell’Italia nella corsa al titolo di Campione del Mondo 2006, il Ghana si ripresenta a questo appuntamento in Sudafrica dopo l’ottimo esordio di 4 anni fa in Germania, dove le “stelle nere” conquistarono l’accesso agli ottavi di finale domando la più quotata Repubblica Ceca e regolando gli Stati Uniti, per poi venire eliminate dal Brasile. Nonostante sia solo alla seconda partecipazione al Mondiale, il Ghana può vantare la bacheca più ricca tra le squadre del continente africano grazie alle 4 Coppe d’Africa conquistate nella prima metà del XX secolo. Alla guida del “Brasile d’Africa”, Ratomir Dujković è stato sostituito da Milovan Rajevac, ex allenatore, tra le altre, della Stella Rossa Belgrado, in cui all’epoca militavano alcuni dei nazionali serbi che affronterà nel girone. Quattro sono i giocatori ghanesi provenienti dal campionato italiano: oltre all’interista Sulley Muntari, Rajevac ha convocato il centrocampista offensivo dell’Udinese Asamoah, l’ex juventino Appiah ed il giovanissimo attaccante Adiyah, di cui il Milan si è assicurato le prestazioni a partire da Gennaio. Trascorsi in Italia anche per Mensah, difensore del Sunderland con un passato diviso tra Chievo, Bologna e Genoa. Arrivato al mondiale dopo aver vinto il suo non difficile girone di qualificazione, nel quale ha preceduto Benin, Sudan e il Mali di Kanoutè e Sissoko, il Ghana dovrà ora provare a ripetere l’impresa di quattro anni fa, ma neanche stavolta partirà da favorita, essendo sulla carta inferiore a Germania e Serbia. La squadra di Rajevac può comunque essere fiduciosa per il futuro: la sua formazione Under 20 si è infatti laureata ad ottobre Campione del Mondo.

AUSTRALIA

Come il Ghana e la Germania, anche l’Australia è caduta sotto i colpi dell’Italia nell’ultimo Mondiale, ma non si può dire che la squadra dell’allora commissario tecnico Guus Hiddink non abbia dato del filo da torcere agli azzurri, vittoriosi solo nel finale grazie ad un rigore di Totti a tempo scaduto, provocato da un dubbio fallo di Neill su Fabio Grosso. Ma l’Australia di oggi sembra non essere più quella di quattro anni fa, in primis a causa della partenza del sergente di ferro Hiddink, uno che ha portato in alto qualunque formazione abbia allenato (il nuovo ct Pim Verbeek non può sicuramente vantare la stessa esperienza) ma anche a causa del non eccezionale stato di forma dei suoi uomini migliori, che, come la stella dell’Everton Cahill o il duttile centrocampista del Palermo Mark Bresciano. Altro problema sta nell’età avanzata di molti dei componenti della rosa, che per larga parte è rimasta quella che affrontò l’Italia, con l’eccezione di pochi addii, come quello del forte attaccante Mark Viduka, e pochi innesti, uno tra tutti quello del centrocampista “italiano” Carl Valeri, che per andare in Sudafrica rinuncerà molto probabilmente a disputare i playoff di Serie B con il Sassuolo. I “Soccoeros” (soprannome nato dalla fusione dei termini “soccer” e “kangaroos”) sono alla loro terza qualificazione ad un Mondiale (fuori al girone nel ’74, agli ottavi nel 2006), e per la prima volta vi sono arrivati tramite un girone di qualificazione asiatico: dal 1 gennaio 2006, infatti, la nazionale australiana si è affiliata alla Confederazione Calcistica Asiatica, lasciando dunque quella oceanica.

Nicola Ghignoli

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