Girone E: le schede di Olanda, Camerun, Danimarca e Giappone

GIRONE E

Il Gruppo E sembra essere una sfida a due tra Olanda e Camerun, con Danimarca eventuale sorpresa del raggruppamento. Il Giappone sembra invece destinato a chiudere senza lodi la sua esperienza sudafricana. Nel girone ci saranno tanti protagonisti della finale di Madrid in Champions League tra l’Inter di Mourinho ed il Bayern di Van Gaal: Van Bommel, Robben e Sneijder da una parte, Samuel Eto’o dall’altra.

OLANDA

L’Olanda ha vinto il girone 9 di qualificazione con otto vittorie in otto partite (17 gol fatti e solo 2 subiti!), risultato che la pone senza dubbio tra le favorite alla vittoria finale. Nel girone erano inserite Norvegia, Scozia, Macedonia e Islanda. Può essere la grande sorpresa del Mondiale di Sudafrica, soprattutto se i suoi due gioielli (Robben e Sneijder) non arriveranno stremati da una stagione ricca di soddisfazioni per loro ma di sicuro logorante. Da valutare la resa di alcuni attaccanti non reduci da una stagione memorabile, come Huntelaar e Kuyt, ma anche Van Persie, fermato a lungo da un infortunio dopo un ottimo inizio. Ha fatto discutere in questo senso l’esclusione di Ruud Van Nistelrooy. In difesa è all’atto d’addio il veterano Giovanni van Bronckhorst, che ha annunciato il proprio ritiro dall’attività dopo il Mondiale. Sarà la prima competizione internazionale dell’Olanda senza Edwin Van der Sar tra i pali: il portiere si è ritirato dalla Nazionale dopo Euro2008. L’unica incognita che segue gli Orange a Sudafrica 2010 è la tenuta della difesa, che potrebbe essere l’anello debole di una rosa altrimenti da incorniciare. Il modulo tipo del ct Bert Van Marwijk prevede un 4-3-1-2, con Sneijder dietro la coppia Robben-Kuyt e un terzetto di centrocampo con Van der Vaart, de Jong e Van Bommel. Bert Van Marwijk è diventato l’allenatore dell’Olanda dopo gli Europei del 2008, al posto di Marco Van Basten. Ex calciatore negli anni ’70, ha iniziato la sua carriera di allenatore negli anni ’80 ma è arrivato al calcio che conta nel 2000 alla guida del Feyenoord, con cui vinse una Coppa UEFA nel 2002 e anche una Coppa d’Olanda nel 2008, gli ultimi due successi di una ex grande d’Olanda. Curiosità: è il suocero di Mark Van Bommel, centrocampista del Bayern Monaco da lui convocato.

CAMERUN

Il ct Paul Le Guen è considerato il vero eroe della qualificazione dei ‘Leoni’ africani ai Mondiali: chiamato nell’estate del 2009 per cercare un risultato che sembrava ormai compromesso dopo il pessimo avvio nel girone, è riuscito a far ritrovare alla squadra un gioco e ha affidato la fascia di capitano a Eto’o. Da allenatore di club ha vinto tutto in Francia con il Lione tra il 2002 e il 2004, e ha portato nel 2008 il Paris Saint Germain alla conquista della Coppa di Lega. Una qualificazione dalle due facce per il Camerun: prima un inizio difficile, con un solo punto in due partite (con 0 gol all’attivo), ma poi, appunto con l’arrivo di Le Guen in panchina, cambia tutto e arrivano quattro vittorie consecutive e la qualificazione con il primo posto nel proprio girone, grazie a 9 reti realizzati (e 1 sola subita). Sono tre gli uomini di punta della squadra: il baluardo difensivo Rigobert Song (che ha in rosa anche suo nipote, Alexandre), l’attaccante dell’Inter Samuel Eto’o e il difensore del Monaco Nicolas Nkoulou, accreditato come uno dei migliori giovani dei campionati d’Europa. Il Camerun, secondo i pronostici, potrebbe essere la prima squadra africana a farsi strada nel Mondiale, puntando magari alle semifinali del torneo: ricordiamo però che le prime due di questo girone incroceranno le prime due del girone dell’Italia.  Possibile che Le Guen scelga un classico 4-4-2 con la coppia d’attacco composta da Eto’o e da Webo del Maiorca.

DANIMARCA

Nonostante una qualificazione brillante la Nazionale danese guidata da Morten Olsen non gode di molto credito presso gli appassionati e i tifosi: i più ottimisti prevedono una lotta per il secondo posto con il Camerun, con l’Olanda nettamente prima e il Giappone ‘jolly’. Inseriti nel gruppo 1 di qualificazione i danesi hanno chiuso al primo posto con 21 punti in 10 gare, davanti al Portogallo di Cristiano Ronaldo ed escludendo così la quotata Svezia di Ibrahimovic (oltre a Ungheria, Albania e Malta). Le convocazioni di Olsen, dal 2000 alla guida della Nazionale del suo paese, hanno fatto discutere: molti ‘vecchi’ esperti, troppi secondo alcuni. L’esperienza di uomini come Kroldrup, Jorgensen, Poulsen, Gronkjaer, Tomasson è indubbia, ma potrebbe non bastare contro la freschezza dei giapponesi, la velocità dei camerunensi e la tecnica degli olandesi. Le speranze danesi sono tutte quindi su due uomini nuovi e che danno molto affidamento: in difesa il ‘palermitano’ Kjaer e, soprattutto, in attacco Nicklas Bendtner dell’Arsenal, eletto lo scorso anno ‘Calciatore dell’anno’ nel suo paese e che ha chiuso la stagione inglese con 12 reti e grandi aspettative per il prossimo futuro. A cominciare da Sudafrica 2010. Un modulo coperto e difensivista è quello che ci si attende dai danesi, con probabile impiego di Bendtner come unica punta. Morten Olsen, che ha collezionato da calciatore più di 100 presenze in quasi vent’anni con la Danimarca, è il commissario tecnico più longevo di tutti i Mondiali sudafricani con i suoi 11 anni di permanenza in panchina.

GIAPPONE

Quella del Giappone è stata una qualificazione ottenuta senza troppo patimento ma anche senza brillare, con il secondo posto finale in un girone vinto nettamente dall’Australia (e che comprendeva anche Bahrein, Qatar e Uzbekistan). Premesse che, unite alla poca fama internazionale della maggioranza dei calciatori della rosa, pone i nipponici ultimi nelle previsioni della vigilia: il tecnico Takeshi Okada, alla sua seconda esperienza alla guida della Nazionale, è però fiducioso e ha dichiarato che la sua squadra punta addirittura alle semifinali. Le ‘stelle’ del Giappone giocano principalmente all’estero e rispondono ai nomi di Keisuke Honda (in forza alla CSKA Mosca) e del ‘catanese’ Morimoto, ma a brillare in mezzo al campo è il talento di Shunsuke Nakamura, ex-Reggina ora tornato in J-League nelle fila degli Yokohama F. Marinos. Sulla carta il destino dei nipponici è quello di essere il fanalino di coda del girone, ma il livello di gioco del campionato giapponese è in crescita e molti giocatori della rosa di Okada hanno fatto o stanno facendo importanti esperienze in Europa. Il modulo tipo della squadra è il 4-4-2 con Honda e Nakamura a centrocampo a supporto – probabilmente – della coppia d’attacco Morimoto-Tamada. Ad Okada, tornato in panchina al termine del 2007 per sostituire (per motivi di salute) Ivica Osim, si chiede di fare almeno di più del Giappone di Zico a Germania 2006, quando i nipponici furono eliminati al primo turno con un solo pareggio e due sconfitte.

Carlo Griseri

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