Girone H: le schede di Cile, Honduras, Spagna e Svizzera

GIRONE H

Il girone H può, almeno all’apparenza, sembrare quello dall’epilogo più scontato, con la Spagna fortemente candidata alla vittoria finale, mentre Svizzera e Cile saranno impegnate in una estenuante lotta verso la conquista del secondo piazzamento. Non si attendono grandi sorprese dalla Nazionale honduregna che, nonostante la presenza dell’attaccante genoano ed ex Inter Suazo, sembra non poter nemmeno sperare nel miracolo calcistico che le consentirebbe di occupare posizioni di testa.

SPAGNA

La nazionale iberica è senza dubbio una delle candidate al successo. Il percorso delle “Furie rosse” durante le qualificazioni è stato a dir poco eccellente, con 10 vittorie su 10 gare, che le hanno consentito di guadagnarsi il primo posto nel suo raggruppamento. Il punto di forza della squadra allenata da Vicente Del Bosque è sicuramente nel centrocampo, dove può disporre di elementi del calibro di Xabi Alonso, Xavi, Fabregas, Iniesta, Busquets e David Silva, che offrono garanzia sia nella fase offensiva che in quella difensiva. Anche il ruolo dell’estremo difensore appare ben coperto, con Casillas, Reina e Valdes pronti a contendersi la maglia da titolare. Nel reparto difensivo i terzini, Capdevilla (sinistra) e Ramos (destra), saranno al fianco di una coppia centrale tra le più invidiate a livello mondiale, quella composta dal tandem del Barcellona Piquè–Puyol. Per ciò che riguarda l’attacco Torres ed il neo blaugrana Villa saranno il terrore di qualsiasi difensore che dovrà provvedere alla loro marcatura, senza dimenticare Juan Mata del Valencia e Pedrito del barcellona. Nonostante la straordinaria forza dei calciatori a sua disposizione, il ct spagnolo  ha voluto scongiurare  il pericolo di distrazioni mediatiche, proibendo di fatto ai suoi ragazzi l’uso di qualsivoglia social-network. L’obiettivo è chiaro: dopo tante delusioni nella rassegna mondiale, questa è la grande occasione della Spagna, che vuole bissare il trionfo ottenuto ad Euro 2008.

SVIZZERA

La formazione elvetica rappresenta la categoria delle squadre ostiche, che potrebbero rappresentare piacevoli sorprese nella rassegna sudafricana. La selezione guidata da Ottmar Hitzfeld fa della coesione del gruppo il suo punto di forza, che le ha permesso di piazzarsi al primo posto nelle qualificazioni, imponendosi sulla più quotata Grecia grazie soprattutto ad una difesa di ferro, che ha subito soltanto 8 reti in 10 incontri. Tra i convocati per la spedizione sudafricana figurano molti elementi del nostro campionato come: Linchsteiner (Lazio), Ziegler e Padalino (Sampdoria), Inler (Udinese) e Behrami (ex Lazio). Il leader della compagine Svizzera è senza dubbio l’attaccante Alexandrer Frei, che con i suoi 40 gol in 73 presenze ha contribuito e non poco, all’accrescimento del  valore tecnico nella squadra. In atacco attenzione anche a Eren Derdiyok, autore di una stagione davvero positiva al Bayer Leverkusen. Per la Svizzera si tratta della nona partecipazione ai Mondiali: il miglior risultato è stato ottenuto nel 1954, quando in casa i rossocrociati arrivarono fino ai quarti di finale, sconfitti poi dalla grande Ungheria di Puskas e Czibor.

HONDURAS

La selezione honduregna è ovviamente l’anello debole del girone ma, proprio per il fatto di non avere nulla da perdere, potrebbe essere l’insidia numero uno per Cile e Svizzera, contendenti al secondo posto. La squadra è alla seconda apparizione in un Mondiale dopo quella  di Spagna  ‘82, dove concluse con due pareggi, contro Spagna e Irlanda del Nord, ed una sconfitta la prima fase. L’arma migliore a disposizione del ct Reinaldo Rueda è la velocità che, con le individualità di David Suazo (Genoa) e Alvarez (Bari) potrebbe diventare un aspetto devastante. Attenzione anche a due giocatori che militano in Premier League: il difensore Maynor Figueroa del Wigan Athletic e il centrocampista Wilson Palacios del Tottenham. Le note dolenti arrivano dal reparto difensivo e soprattutto dal ruolo del portiere, che con Noel Valladares (Olimpia), Donis Escober (Olimpia) e Ricardo Canales (Motagua) sembrano non offrire le dovute garanzie per competere almeno a buoni livelli. Comunque vada a finire per l’Honduras, la soddisfazione più grande sarà quella di esser riuscita a regalare al suo popolo l’emozione di vivere un mondiale dopo addirittura 28 anni.

CILE

Il ct Marcelo Bielsa ha dato alla Nazionale cilena un’impronta di gioco sorprendente, permettendogli di arrivare al secondo posto nel girone sudamericano, dietro solamente al Brasile stellare di Dunga e davanti all’Argentina di Messi e Aguero. La selezione di Sanchez e compagni, orfana del metronomo romanista David Pizarro (che ha dato l’addio alla Nazionale), punterà soprattutto su un gioco spumeggiante, coronato dalle individualità di Mathias Fernandez e del Niño Maravilla Sanchez, attaccante dell’Udinese. La prolificità in zona gol è invece garantita dalla punta del Real Saragozza Humberto Suazo che, con i suoi 10 gol in 18 partite giocate nella Liga, è divenuto di diritto capocannoniere della squadra. Con la Spagna che sembra irraggiungibile e già destinata al primo posto, Bielsa cercherà di soffiare alla Svizzera l’ultimo piazzamento utile per l’approdo agli ottavi. L’arma  in più della squadra sudamericana è però proprio il suo ct, quel Marcelo Bielsa che sulla panchina dell’Argentina vinse l’oro olimpico nel 2004 ad Atene, l’argento nella Coppa America 2004, oltre a due titoli argentini con il Newell’s Old Boys e al riconoscimento di allenatore sudamericano dell’anno nel 2009.

Alessandro De Luca

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