Tanti anni in F1 e la morte in prova: il dramma di un mito Ferrari

La F1 ha regalato grandi emozioni, ma anche tanti momenti davvero molto dolorosi, con alcune ferite che non riescono a rimarginarsi.

Gli anni ’80 sono stati uno dei periodi più eccezionali e meravigliosi della storia della F1, con la nascita di una serie di campionissimi che sono stati in grado di rendere leggendarie le quattro ruote, con la Ferrari che non è mai riuscita a vincere il titolo mondiale in questo decennio ma che ha saputo regalare al mondo un grandissimo protagonista che purtroppo è stato davvero molto sfortunato e una volta terminata la carriera dove ha trovato tristemente la morte ancora in macchina.

Ferrari (LaPresse)
Ferrari (LaPresse)

Ci sono dei personaggi che riescono a entrare nel mito popolare non soltanto per le loro grandi abilità nella propria disciplina, ma anche per un modo di fare che riesce a essere amato e apprezzato anche da chi non è un appassionato di quello sport.

Michele Alboreto è stato sicuramente un grande simbolo dell’automobilismo degli anni ’80, con il 1985 che fu il suo anno d’oro sfiorando il successo in una lotta serratissima con Alain Prost, prima di alzare bandiera bianca nelle ultime gare a causa di un clamoroso errore in fase di costruzione della Ferrari.

Non riuscì mai a vincere il titolo mondiale, ma è rimasto ancora oggi uno dei più grandi rimpianti della storia della Ferrari, tanto è vero che il vecchio Enzo disse addirittura che la scuderia gli dovesse un mondiale, ma pochi anni dopo il suo ritiro dall’attività agonistica trovo tragicamente la morte.

Alboreto, un mito della Ferrari morto a bordo di un’Audi

All’inizio del nuovo millennio Alboreto aveva deciso di dedicarsi al mondo dei prototipi e dei rally, cercando di allenarsi per poter arrivare sempre più pronto alla 24 ore di Le Mans del 2001, scegliendo così il circuito di Lausitzring per poter prepararsi con la sua Audi R8 sport, ma un certo punto i freni lo tradirono.

La sua vettura non riuscì più a girare e al massimo della velocità andò a schiantarsi contro il muretto dopo una curva causandone così immediatamente la morte all’istante, non rendendo possibile nessun tipo di rianimazione con la corsa all’ospedale che fu vana.

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Per questo motivo c’è ancora tantissima gente che rimpiange Michele Alboreto, uno dei gli ultimi grandissimi piloti italiani, forse il più grande di sempre dopo gli anni d’oro di Farina e Ascari negli anni ’50, sicuramente uno di quelli più amati dal vecchio Enzo Ferrari.