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Ciclismo, un big rischia grosso: “Daspo a vita”

Published by
Luigi Romanelli

La notizia shock è rimbalzata da una parte all’altra del mondo: il ciclista rischia una sanzione senza precedenti. 

Il ciclismo, si sa, negli ultimi anni è incappato in un circolo che, tuttavia, non ha attutito la passione dei milioni di appassionati nel mondo. Il problema a cui facciamo riferimento è ovviamente quello del doping, che in tantissimi casi, più o meno conclamati, ha lasciato ai box dilettanti e professionisti.

Pixabay

La questione, però, ha assunto connotati grotteschi ad inizio anno, lo scorso febbraio. Una notizia che ha sconvolto i tanti fan e ha alzato un polverone mediatico in cui anche l’opinione pubblica, molto attenta, ha detto a gran voce la sua.

Aerts positivo all’antidoping: cosa rischia?

Il protagonista della vicenda è Toon Aerts, ventottenne stella del ciclocross e nome di spicco nel mondo del ciclismo. La sua storia, però, ha assunto una piega molto opinabile dopo la positività all’antidoping.

Un evento, come anticipavamo, purtroppo entrato nella routine del panorama del ciclismo, che nel suo caso potrebbe a prima impressione sembrare ironico e, invece, ha avuto un risvolto terrificante.

La sostanza a cui l’atleta belga è risultato positivo è il letrozolo, un farmaco che nello sport è vietato dal 2001 perché aiuta l’uomo a riequilibrare il livello di testosterone alterato dall’assunzione di steroidi, ma nella medicina quotidiana è un salvavita per le donne.

Il letrozolo, infatti, serve per sottrarre il nutrimento alle cellule tumorali che tropo spesso generano il cancro al seno nel sesso femminile. Un gesto che ha scagliato l’opinione pubblica contro una delle figure più importanti del ciclismo e del ciclocross mondiale.

Ma perché il letrozolo? Questa è la domanda che in molti, appurata la notizia, hanno rivolto. Di per sé, il farmaco non è assolutamente dopante: la sua azione, però, abbassa gli alti livelli che nel corpo umano generano gli anabolizzanti. E sì, quest’ultimi amplificano e migliorano le prestazioni, specie in uno sport come il ciclismo.

Il ciclocrossista non ha tardato a difendersi: “Farò di tutto per provare la mia innocenza. Sono sempre stato contro il doping e non conosco assolutamente né il farmaco in questione, né i suoi effetti: mi considero un atleta esemplare e lo proverò”.

Aerts, infatti, vanta l’Europeo 2016, le Coppe del mondo 2018-19 2019-20 oltre a tre bronzi consecutivi ai Mondiali 201920202021. Il belga, ad oggi, non è stato sospeso né, dunque, è stato privato delle sue quattro vittorie della stagione scorsa (quella in cui risalirebbe la positività).

Una storia grottesca, ironica a primo impatto e triste ad un secondo, che non lo ha punito nel ciclismo ma che, di certo, ha influenzato la considerazione e la stima nei suoi confronti da parte di fan e appassionati.

 

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