Roma, c’è un problema enorme: il dato è palese, ecco cosa non va

Roma, che cosa non va? Agli uomini di José Mourinho continuano a mancare i gol. Il problema è strutturale e serio, non di facile risoluzione.

Se dovessimo guardare la classifica vedremmo una Roma settima con 27 punti, distante solo 3 punti dal quarto posto. Tutto sommato non grave come situazione, ma qualcosa non funziona nei giallorossi e questo continuo incepparsi alla lunga può risultare determinante in negativo. L’attacco è spuntato, segna poco ed il problema non sembra di facile risoluzione per il tecnico José Mourinho. I colpi a gennaio dal mercato possono aiutare?

Roma
LaPresse

Terminato il calciomercato estivo erano tutti più o meno concordi, sia giornalisti che tifosi, che la squadra guidata da Mourinho avesse fatto un signor mercato. Ed infatti è così, poiché con una spesa minima sono arrivati Nemanja Matic, Zeki Celik, Mile Svilar, Andrea Belotti, Paulo Dybala, Georginio Wijnaldum e Mady Camara.

La formazione giallorossa pertanto si è rinforzata, questo è certo, ma non ha risolto i suoi problemi. Nonostante l’ottimo calciomercato portato a termine da Thiago Pinto la squadra di proprietà di Dan e Ryan Friedkin continua ad avere problemi strutturali importanti. La Città Eterna non è stata costruita in un giorno, certo, ed il mercato di gennaio potrebbe aiutarli in tal senso.

È già arrivato l’attaccante Ola Solbakken che vestirà la maglia giallorossa a partire dal 2 gennaio, all’apertura del mercato invernale. Basterà acquistare un attaccante del Bodo Glimt, per quanto bravo, per risolvere i problemi offensivi della Roma? Allerta spoiler: no.

La squadra allenata da José Mourinho ha segnato solo 18 gol che tradotto significa 9° attacco della Serie A. Addirittura peggio di Bologna e Salernitana, al pari della Fiorentina, peggiore attacco tra le sette sorelle. Ma quali sono i problemi strutturali di cui soffre la formazione giallorossa e che al momento sembrano di difficile risoluzione per Mourinho?

Roma, come mai segna poco? Il problema nasce a metà campo

Non è solo un problema di attaccanti, sarebbe troppo facile. Sicuramente Tammy Abraham sembra irriconoscibile, il Gallo Belotti non è ancora in forma smagliante e Eldor Shomurodov forse è stato sopravvalutato, ma non è tutto qui. Bastasse il talento individuale dei calciatori allora aboliremmo il palleggio, il gioco e l’incidena degli allenatori.

La Roma soffre una fase offensiva sterile per tre motivi: lo scarso rendimento sotto porta degli attaccanti, l’avere pochi calciatori da doppia cifra nei piedi e soprattutto avere pochissimi uomini tra box to box e dribblatori. Il problema è strutturale, non tanto tattico quanto molti sostengono. José Mourinho è un tecnico formidabile, furbo, esperto e vincente, non ha mai avuto un grande gioco questo è certo ma stavolta può farci poco (anch’esso comunque non è esente da qualche colpa).

Alla Roma necessitano esterni in grado di saltare l’uomo, gente che possa crearti superiorità numerica e costringere le marcature avversarie a sfaldarsi. Non solo, ai giallorossi mancano soprattutto centrocampisti box to box, ovvero quelli in grado di macinare campo sia in avanti che indietro.

Matic e Cristante sono troppo lenti, non sono adatti ad accompagnare e a coprire grandi metrature di campo, mancano di gamba e di gol. Camara ci prova, sicuramente è il calciatore più adatto in rosa a tappare la falla ma non basta, serve qualcosa di più tecnico. Indubbiamente pesa l’assenza prolungata di Wijnaldum ed il solo Pellegrini non può portare la croce come spesso ha fatto.

Il problema è di difficile risoluzione: o arrivano un esterno ed un centrocampista dal mercato o si può provare a virare sul 4-2-3-1. Basterà? Difficilmente, due armi in più dal mercato oltre Solbakken sarebbero la soluzione ideale per Mourinho. Bisogna far sì che gli attaccanti abbiano più occasioni, nonostante la Roma già crei molto e sprechi altrettanto ma proprio per questo motivo serve costruire di più.

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