Mondiali Qatar, vergogna in campo: succede di tutto!

In Qatar si sta disputando uno dei Mondiali più discussi e controversi di sempre: dentro al campo e negli spogliatoi la vergogna continua!

Il Mondiale in Qatar sta offrendo uno spettacolo molto gradevole per quanto concerne le partite: gol, giocate, numeri e sorprese sono all’ordine del giorno. Le favorite del Mondiale poi regalano sempre grande show. Nessuno ha dimenticato tutte le controversie che costellano l’universo Mondiale Qatar, ma tant’è, siamo impotenti e siamo spettatori.

Tutto il male ed il brutto che ha accompagnato questi mesi di “calcio” pensavamo che una volta scesi in campo l avremmo accantonati, e invece non è così. In Qatar la vergogna continua ad essere dominante e c’è chi si è stancato di vedere determinate scene. Rispetto e valori dello sport stanno venendo meno anche dentro al campo, non solo fuori.

Mondiali Qatar 2022 (ANSA)
Mondiali Qatar 2022 (ANSA)

In Qatar succede di tutto, anche ciò che non vorremmo accadesse. Abbiamo assistito a numerose cacce all’uomo: Serbia, Uruguay e Messico si sono ad esempio macchiate di numerose entrare al limite del consentito. Per fermare Cristiano Ronaldo, Leo Messi e Neymar hanno usato le maniere forti le sopra citate, anche troppo forti onestamente, scadendo nel gioco violento e scorretto.

Fosse solo quello del gioco duro il problema. Durante Croazia-Canada i tifosi hanno bersagliato il portiere rivale della Foglia d’Acero prendendo in giro il suo passato e le sue origini. Terminata la partita tra Messico e Argentina negli spogliatoi è stato ripreso con un cellulare Messi mentre puliva a terra con una maglia degli avversari, poi scalciata via.

tweet Willy Peyote
Twitter

Questo un tweet polemico circa l’argomento fatto dal noto cantante Willie Peyote: “Football unites the world solo durante le pubblicità“. Ha ragione, i calciatori si riempiono tanto la bocca ma poi sono i primi a fare gesti e compiere azioni ripugnanti. Il Mondiale qatariota verrà ricordato male anche per il campo, non solo per quanto visto fuori.

Qatar, vergogna dentro e fuori dal campo: qualche mosca bianca c’è!

Non disperate, “si può sperare che il mondo torni a quote più normali cantava l’indimenticato Franco Battiato. Aveva ragione lui, come sempre del resto, perché in un mondo di colpevoli e complici qualche mosca bianca fortunatamente c’è sempre.

Pensiamo ai tifosi di Giappone e Ghana, encomiabili, che dopo aver assistito alla partita hanno ripulito lo stadio dalla sporcizia. L’educazione non si compra e non si vince sul campo, per fortuna.

Pensiamo all’eleganza dei calciatori canadesi, coreani, spagnoli, danesi, sauditi, iraniani e olandesi, distintisi tutti per serietà e professionalità. Agli iraniani va il più grande plauso: scegliere di non cantare l’inno nazionale per prendere le distanze da ciò che accade nel loro Paese è da medaglia d’oro al valore.

invasione Qatar
LaPresse

E poi l’ultimo protagonista, il pescarese Mario Ferri. A lui non sappiamo se fare un applauso o meno, poiché l’invasione di campo è più uno show che un reale combattere per ciò che è giusto. Ma meglio qualche messaggio lanciato in faccia ai potenti in diretta mondiale che niente.

Il pescarese Ferri, non nuovo alle invasioni di campo, è entrato in campo durante il match tra Portogallo e Uruguay. Maglia di Superman, scritte pro Ucraina e pro donne iraniane, bandiera della pace e colori arcobaleno: insomma, il Ferri vestito di valori correnti si è fatto una corsa in campo e siamo certi che in Qatar una roba del genere te la faranno pagare cara.

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