Serie A, inchiesta sugli arbitri: ecco perché l’AIA è finita nei guai

Gli arbitri sotto i riflettori per un episodio che ha del clamoroso e potrebbe aprire di nuovo il vaso di Pandora.

Il calcio, si sa, è uno sport che volenti o nolenti genera polemiche. In Italia, e lo sappiamo ancora meglio, questo fattore è amplificato del doppio rispetto ad altri paesi. Quando si tratta di bersagliare gli arbitri della Serie A, nessuno batte i cittadini del Belpaese.

Arbitri Serie A
LaPresse

Vero allo stesso modo, però, che molto spesso sono proprio i direttori di gara, col loro fare altezzoso e poco trasparente, a far perdere le staffe a calciatori, panchine e tifosi. Ci sono stati migliaia di casi e continueranno ad esserci, anche con l’introduzione della tecnologia le polemiche, almeno in Serie A, non sono scomparse.

Poi, la Serie A, gli arbitri e le polemiche rimandano subito il pensiero al più grande scandalo calcistico italiano, smascherato nel 2006. Parliamo ovviamente di Calciopoli, ma questa è storia -trita e ritrita per la verità-, e non sarà questo il punto del discorso odierno. Era giusto però citarlo per onore di cronaca.

Al livello di ciò che si vide e si scoprì nella stessa estate in cui la Nazionale italiana divenne Campione del mondo per la quarta volta non si è più tornati. Ma ci sono stasi alcuni episodi che hanno gettato al Serie A e l’AIA nella tempesta. E questo che segue, probabilmente, è stato il più eclatante.

Serie A, Milan-Juventus e quel gol di Muntari che generò il caos

Esattamente, per ripercorrere le tappe dell’episodio di oggi, occorre fare un balzo indietro di dieci anni addirittura. Stagione 2011-2012, la Serie A, dopo 4 anni di dominio dell’Inter (che vinse 5 Scudetti, il primo dei quali assegnatole a tavolino dopo Calciopoli) ha nel Milan la nuova squadra Campione d’Italia.

I rossoneri, guidati da Massimiliano Allegri, capace di vincere il campionato al primo tentativo, si giocano il bis con la Juventus di Antonio Conte. I bianconeri, dopo essere risaliti dall’inferno della Serie B e aver centrato un paio di secondi posti, venivano da una doppia settima posizione poco rassicurante.

Ed ecco quindi che, nonostante una squadra profondamente rinnovata e alle prime armi, la Juventus arriva a giocarsi lo scontro diretto di fine febbraio a San Siro. La partita la apre, al quarto d’ora, uno scatenato Nocerino, alla miglior stagione in Serie A.

Prima però che arrivi il pareggio di Matri ad una manciata di minuti dalla fine, si gioca ancora un lungo ed ottimo primo tempo per il Milan, che trova il raddoppio con il colpo di testa di Muntari su angolo di Robinho. E invece no.

Arbitro e assistenti non vedono un gol -a dirla tutta, solare-, e il pallone viene rimesso in gioco da Buffon, dopo averlo però parato oltre la linea di porta. L’1-1 finale, poi, condito da un netto calo del Milan nelle partite seguenti, vedrà la Juventus vincere il primo dei suoi nove e storici Scudetti consecutivi.

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Successe di tutto, tra post partita al veleno e la messa in discussione della Serie A, con il movimento calcistico che prima introdusse i giudici di porta, poi la Goal line technology e, da qualche anno, la Var.