Il team abbandona la MotoGP e libera i piloti: ecco per chi firmeranno

Clamoroso quanto sta accadendo in MotoGP: il team abbandona le corse e libera i suoi piloti. Hanno già scelto dove correranno tra un anno.

In MotoGP non ci si capisce più nulla: si apre il mercato e c’è chi va e chi viene, ma c’è anche chi rimane a piedi perché il proprio team fa le valige e se ne va. Avete capito bene, in MotoGP c’è anche chi è appena rimasto senza una squadra intorno ed una motocicletta sotto al sedere per il 2023 dato che la grande casa costruttrice Suzuki alza i tacchi e se ne va, non rispettando gli accordi presi con la Dorna Sports. Ma niente panico: Alex Rins e Joan Mir, i piloti di Suzuki, sembra proprio che una sistemazione l’abbiano già trovata.

addio Suzuki
LaPresse

Se c’è uno sport dove non ci si capisce veramente nulla quello è la MotoGP. Ne succedono di ogni nel mondo delle corse delle moto: c’è chi vince con la medesima moto con la quale il compagno di squadra staziona negli ultimi posti, c’è chi si ustiona e sceso dalla moto mostra le bruciature ed i lividi alla telecamera, c’è chi schiera quattro team di cui tre satelliti così da mettere in pista otto piloti della stessa Casa, c’è chi termina la gara e poi critica aspramente il suo team, chi si fa levare la patente per guida in stato di ebrezza e c’è perfino chi rimane a piedi senza una moto perché la Casa costruttrice gli comunica all’improvviso che a fine anno se ne andrà dallo sport.

E così, come un fulmine a ciel sereno, Suzuki saluta tutti e se ne va senza dare troppe spiegazioni: con scarso preavviso, bypassando tutte le regole di sottoscrizione contratti ed iscrizione al Motomondiale, rompendo gli accordi presi con Dorna Sports e lasciando appiedati i suoi due bravissimi piloti Alex Rins e Joan Mir.

Ma vi sembra normale? No, infatti la MotoGP è un caos senza fine di scelleratezze, colpi di scena e assurdità miste a spettacolo, sorpassi e cadute.

Ma torniamo a bomba sull’addio di Team Suzuki ECSTAR: i suoi due piloti spagnoli, abilissimi per altro, Alex Rins e Joan Mir rimarranno senza una Suzuki GSX-RR e la cosa ha lasciato basiti loro due tanto quanto tutti i team, gli ingegneri, i telecronisti e gli appassionati e tifosi della MotoGP perché mai si era sentito di una fuga così prematura e rapida campata in aria dal nulla e dichiarata in brevissimo tempo.

La MotoGP dovrà quindi fare a meno di Suzuki e forse fare un po’ di spazio in una griglia ormai affollatissima, tanto da sembrare il ciclismo a motore, con addirittura ventiquattro piloti a partecipare è un bene, però l’addio di Suzuki comunque svincola una marea di dipendenti e porta via soldi al giro di denaro che rendono la competizione così tecnologica e affascinante e questo è un grande male.

Ok Suzuki se ne va, ma Joan Mir e Alex Rins che fine faranno? Perché lasciare a piede libero due piloti così non è proprio il caso.. infatti in men che non si dica un altro team pronto a concedergli una moto l’hanno già trovato e non sarebbe potuto essere altrimenti.

Addio Suzuki: Joan Mir e Alex Rins trovano subito riparo

Tifosi di Alex Rins e Joan Mir non disperate, i due piloti spagnoli sono troppo appetiti e bravi per rimanere svincolati ed infatti una moto l’hanno già trovata, ma scendiamo nel dettaglio.

Dalla stagione 2023 lo spagnolo ventiseienne Alex Rins correrà per il team LCR Honda, ovvero il team satellite di Honda gestito da Lucio Cecchinello, e la buona notizia è che firmerà un contratto ricco che gli farà guadagnare anche qualcosa di più rispetto a quanto percepito in Suzuki con la promessa di esser valutato in un prossimo futuro per il team ufficiale che sta varando un rimpasto di piloti visto il deludente passo di Espargaro (che se ne andrà al cento percento in KTM) e la concreta possibilità che Marc Marquez molli per sempre le corse annunciando il ritiro per via dei troppi infortuni gravi.

Per Joan Mir non c’è ancora la certezza matematica della firma per il dopo Suzuki ma è ormai prossimo a scegliere tra due strade: il piano A e quello che sarà il suo prossimo futuro al novanta percento è rappresentato dal team ufficiale Honda che dovrebbe dargli la moto di Espargaro, il piano B è rappresentato dal team ufficiale di Yamaha che potrebbe affidargli la moto di Franco Morbidelli qualora il ragazzo si ritirasse anch’esso per i troppi infortuni o peggio venisse allontanato per i deludenti risultati.