Gratta e Vinci, al vincitore 500mila euro: il tabaccaio si rifiuta di pagarlo

Clamoroso a Roma: mezzo milione al Gratta e Vinci non viene incassato. Il motivo? Il tabaccaio: ecco cos’è successo.

Ancora il Gratta e Vinci al centro di una vicenda a dir poco controversa. Un caso destinato a far scalpore e che ha avuto diversi teatri in cui si è sviluppato: prima Verona, poi Roma. Dalla tabaccheria al tribunale, il passo è brevissimo: com’è andata realmente?

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Capita sempre più spesso che le vincite al Gratta e Vinci diventino veri e propri casi di gossip, e talvolta giudiziari. Situazioni delicate come questa, che ha visto 500mila euro sul piatto, finiscono inevitabilmente davanti ad un giudice e non c’è da meravigliarsi: la cifra è di quelle che cambiano radicalmente la vita a chiunque.

Tra furti di tagliandi, letture errate del Gratta e Vinci e clamore mediatico che ogni vincita che tarda ad essere ritarata genera, anche un passatempo leggero come questo è diventato sinonimo di caos. A Verona ha avuto inizio questa storia, al limite tra l’assurdo ed il grottesco: ripercorriamola insieme.

Gratta e Vinci, il biglietto è falso: la donna finisce in manette

Ebbene sì, al centro di questa clamorosa vicenda una donna di 60 anni, che a Verona aveva “acquistato” il Gratta e Vinci fortunato, da ben mezzo milione di euro. Si era poi incamminata per giungere a Roma, dove si trova il centro della Lotteria Nazionale.

L’obiettivo? Ovviamente intascare il premio. Peccato, però, che su segnalazione del tabacchiere veronese, la 60enne sia stata fermata. L’accusa è quella di falsificazione del tagliando, poi confermata. Un vero e proprio furto sventato, che la donna stava portando avanti in maniera meticolosa.

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Nonostante abbia continuato a negare anche davanti al giudice, la “fortunata” del Gratta e Vinci è stata condannata a 4 mesi di reclusione con l’accusa di tentata truffa ai danni dello Stato e delle sue lotterie. Nonostante l’avvocato difensore abbia poi promesso bagarre in tribunale, pare difficile che signora possa uscire indenne.