Superenalotto, la truffa che vale miliardi di euro: ci cascano tutti, attenzione

Una notizia scioccante per gli amanti del gioco: il Superenalotto al centro di uno scandalo che ha nascosto cifre esorbitanti.

Il Superenalotto continua a crescere. Sia come gioco, sia in termini di montepremi. Il jackpot è infatti arrivato alla cifra record di 274 milioni di euro. Mai aveva toccato vette tanto alte, e il merito oltre ai giocatori che continuano a tentare la fortuna arricchendo il premi, è della Dea bendata stessa che da oltre non sceglie il suo vincitore.

Superenalotto
Pixabay

Oggi però non siamo qui a sbalordirvi su quanto il jackpot sia davvero cospicuo, è facile intuirlo seppur una cifra del genere sia difficile anche solo da immaginare. Ma non vi parleremo nemmeno della probabilità e della statistica nel vincere un montepremi tanto ricco, o altri minori, al Superenalotto.

La vicenda che tiene banco oggi è quella che ha visto il Superenalotto al centro della bufera. Si vocifera, infatti, che siano stati rubati miliardi di euro nel corso del tempo e la questione potrebbe non risolversi nel breve periodo.

Possibile, vi starete chiedendo, sottrarre tanto denaro allo Stato senza che questo se ne accorga, o peggio non faccia alcunché per segnalare e denunciare la truffa? La situazione in realtà potrebbe essere molto più scomoda e scottante di ciò che sembra, e andrebbe ben oltre le dinamiche del Superenalotto.

Superenalotto, la denuncia di Corbelli: “Vincite pilotate”

I più navigati avranno già intuito di cosa si tratta, ma per essere chiari partiremo dal principio. L’anno di riferimento è storico: il 2000, l’alba del nuovo millennio. Tante speranze e tanta voglia di ripartire col piede giusto in un nuovo anno, coincidente con un nuovo secolo e, in generale e come si è visto poi nei 22 anni trascorsi, in una nuova era. Il Superenalotto, in tutto ciò, ha continuato ad espandersi.

L’allora leader del Movimento per i diritti civiliFranco Corbelli, dopo una bruciante sconfitta alle elezioni regionali in Calabria, diede spettacolo ai microfoni facendo interrogare più di mezza Italia. Il cosentino, in una sorta di denuncia ad una fantomatica “geopolitica delle scommesse”, aveva già accusato qualche anno prima la Sisal di pilotare le vincite, facendo incassare grandi somme di denaro alla Puglia per incentivare il gioco del Superenalotto.

Ricevute le minacce di denuncia dall’associazione, solo due anni dopo Corbelli tornò alla carica cambiando radicalmente la sua posizione. Dopo un doppio “6” registrato a Bitonto proprio al tempo, l’ex leader del Movimento suppose che ci fosse una rete telematica pugliese capace di veicolare la vincita. Ma come?

Semplice, un “pirata informatico” inserirebbe una schedinanella Sisal di Milano, poi le giocate vengono registrate in dischi che arrivano al Ministero delle Finanze. A questo punto, tra le giocate che ovviamente sono chiuse, rimane aperta quella inserita clandestinamente, e resta modificabile: a detta di Corbelli, tra l’altro, è invisibile. Nel mentre, dalla Puglia arriva la schedina giocata in maniera regolare, che poi risulta vincente.

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