Basket, scandalo in Nba: in 18 finiscono in carcere

Doccia fredda per gli Stati Uniti: l’Nba è finita sotto i riflettori ma non per le giocate dei più grandi cestisti al mondo.

Gli scandali sportivi, purtroppo, sono divenuti un evento diffusissimo negli ultimi vent’anni. In Italia ricordiamo i più recenti, come l’inchiesta sul calcioscommesse portata avanti una decina d’anni fa, o poco prima quella relativa a Calciopoli che ha visto crollare intere società e non i singoli tesserati. Ma gli Stati Uniti non se la passano meglio ultimamente.

Nba scandalo
LaPresse/Pixabay

Nemmeno un anno fa, infatti, l’Nba è finita sotto la lente d’ingrandimento delle autorità per una truffa che ha coinvolto ben 18 giocatori, finiti dietro le sbarre. Uno scandalo senza precedenti per quello che è lo sport più seguito negli USA e tra i più apprezzati al mondo.

Nba, un organo della Lega ha accusato 18 ex stelle del basket

La notizia riguarda ben 18 ex tesserati dell’Nba, alcuni dei quali hanno salutato il circuito non molto tempo fa. L’accusa proviene direttamente dall’Health and Welfare Benefict Plan della Lega, ovvero la sezione delle assicurazioni sanitarie, che garantisce con un piano pensionistico la copertura delle spese sanitarie ai giocatori anche dopo il ritiro.

I malfattori sono stati resi noti: Milt Palacio, Sebastian Telfair, Antoine Wright, Darius Miles, Ruben Patterson, Eddie Robinson, Gregory Smith, Glen Davis, Jamario Moon, Terrence Williams, Alan Anderson, Tony Allen, Shannon Brown, William Bynum, Melvin Ely, Christopher Douglas Roberts e Tony Wroten.

A rendere di dominio pubblico la lista degli ex campioni Nba è stato, lo scorso ottobre, il giornalista della NBCTom Winter con un post sul suo profilo Twitter che vi riportiamo di seguito.

I giocatori sono stati accusati di aver gonfiato una serie di rimborsi per spese sanitarie e dentistiche, dal 2017 al 2020. L’Intento, chiaramente, era quello di truffare il piano pensionistico con richieste che non avevano un riscontro nella realtà: erano infatti modellate su eventi mai accaduti.

La richiesta iniziale di 4 milioni di dollari avrebbe generato un provento di 2 milioni e mezzo di dollari e la mente dietro la truffa, stando a quanto scoperto dalle autorità, sarebbe quella di Terence Williams.

Una vicenda che ha chiaramente gettato ombre sull’intera Nba, ma dalla quale, nel proseguo della stagione, la Lega ha saputo distaccarsi, lasciando tutto nelle mani di organi competenti.

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Una riprova che gli scandali sportivi siano ormai, e purtroppo, diffusi in tutto il mondo. A prescindere dalle cause alla loro base, anche in un ambiente sano come quello dell’Nba può verificarsi una situazione del genere, sicuramente sgradevole per tutti gli addetti ai lavori.