Speciale Nba: Bulls e Heat, è quasi fatta. Spurs e Lakers costretti a rincorrere

James e Bosh si danno il cinque (Getty Images)

di Daniele Andronaco

SPECIALE NBA PLAYOFF / Bulls e Heat ipotecano il passaggio del turno, Spurs e Lakers partono col piede sbagliato. Ha detto questo la prima settimana di playoff Nba. Questa la situazione serie per serie:

Chicago Bulls – Indiana Pacers 3-0. I pronostici sembrano rispettati tra la squadra col record più alto in regolar season e quella col record più basso tra le partecipanti ai playoff: ai Chicago Bulls basterà un’altra vittoria per accedere alle semifinali di Conference. La distanza tra i due team, però, è sembrata sorprendentemente meno netta di quanto si potesse pensare alla vigilia e di quanto il 3-0 faccia intendere: i Pacers hanno venduto cara la pelle nelle tre gare fin qui disputate, vinte dalla squadra di Thibodeau tutte con scarti minimi (104-99, 96-90 e 88-84). La differenza l’ha fatta sempre l’ultimo quarto, in cui i Bulls si confermano micidiali: in gara 1 hanno recuperato uno svantaggio di ben 8 punti, in gara 2 hanno conquistato tutti e 6 i punti di vantaggio dopo aver chiuso in parità il terzo periodo, e in gara 3 hanno messo al sicuro il risultato partendo dal +1 a dodici minuti dalla fine. E decisivo come al solito è stato ovviamente Derrick Rose, che nelle prime due sfide ne ha messi 39 e 36 prima di tornare umano in gara 3 (23 punti frutto soprattutto di 13 tiri liberi, con 4/18 dal campo).

Miami Heat – Philadelphia 76ers 3-0. È stato (quasi) tutto facile, invece, per i Miami Heat. Il primo quarto di gara 1, finito 31-19 per i Sixers, ha spaventato la squadra di coach Spoelstra, ma da lì in poi è stato tutto in discesa. Gli Heat sono riusciti a vincere 97-89 e hanno continuato l’opera in gara 2, stravinta 94-73, e gara 3, chiusa sul 100-94. I ‘Big Three’ sono francamente troppo forti per Elton Brand e compagni. Le cifre? 25 punti e 12 rimbalzi per Chris Bosh, 21 punti e 14 rimbalzi per LeBron James e 17 punti per Dwyane Wade in gara 1; 29 punti per James, 21 punti e 11 rimbalzi per Bosh e 14 punti e 6 rimbalzi per Wade in gara 2; 32 punti, 10 rimbalzi e 8 assist per Wade, 24 punti e 15 rimbalzi per James e 19 punti per Bosh in gara 3.

Boston Celtics – New York Knicks 2-0. I Celtics partivano sicuramente favoriti, ma la fortuna non ha assistito i Knicks. La squadra di Mike D’Antoni ha lottato per tutta gara 1 contro la tostissima difesa avversaria, ha anche chiuso il secondo quarto sul +12, ma è stata punita da una tripla di Ray Allen a 11 secondi dalla fine che ha fissato il punteggio sull’87-85 per i padroni di casa. Inoltre, in gara 2 ha dovuto fare a meno di Chauncey Billups e ha perso dopo pochi minuti anche Amar’e Stoudemire. A quel punto, non sono bastati neanche 42 punti, 17 rimbalzi e 6 assist dell’unica stella rimasta, Carmelo Anthony: 30 punti di Rajon Rondo (career high ai playoff) e un canestro di Kevin Garnett allo scadere hanno regalato ai Celtics un’altra vittoria di misura (96-93). Stasera gara 3 al Madison Square Garden.

Orlando Magic – Atlanta Hawks 1-1. L’avevamo pronosticata come la serie potenzialmente più equilibrata, e finora non ha tradito le attese. Gli Hawks hanno messo subito in chiaro le cose andando a vincere gara 1 in Florida (103-93) nonostante avessero di fronte un Dwight Howard scatenato, che ha chiuso mettendo a referto 46 punti e 19 rimbalzi. Il centro ha continuato a dare spettacolo tre giorni dopo, infilando 33 punti e prendendo altri 19 rimbalzi come se fosse normale. Del resto, è o non è il miglior difensore della lega (vedi sotto)? Stavolta però si è svegliato anche il resto della squadra, e i Magic hanno annullato lo svantaggio vincendo gara 2 col punteggio di 88-82. Tra le statistiche di Howard, da notare quella sui minuti giocati: 48 su 48, neanche un secondo fuori dal parquet. “Come dico sempre, dormirò quando sarò morto. Allora mi riposerò, quando mi seppelliranno. Ma finché sono sulla terra, devo lavorare. Se devo giocare 48 minuti, gioco 48 minuti. È per questo che hanno inventato le Gatorade” ha dichiarato nel post-partita. Intanto stasera si va ad Atlanta per gara 3.

San Antonio Spurs – Memphis Grizzlies 1-1. Diciamolo, era difficile immaginare di dover parlare di serie in parità dopo le prime due partite giocate a San Antonio. Magari è un passo falso che avrà l’unico effetto di allungare il brodo fino a gara 5, ma il dato di fatto è che gli Spurs hanno iniziato i playoff 2011 perdendo all’esordio contro i Grizzlies che fino ad allora non avevano mai vinto una partita di post-season nella loro storia. Shane Battier ha messo la tripla decisiva a 24 secondi dalla sirena, Richard Jefferson ha fallito il tiro del pareggio (è finita 101-98) allo scadere, ma probabilmente ancora più decisiva è stata l’assenza di Manu Ginobili. Non a caso gli Spurs sono tornati a vincere (93-87) quando è tornato in squadra l’italo-argentino, top scorer dei suoi con 17 punti.

Los Angeles Lakers – New Orleans Hornets 1-1. L’altra sorpresa della prima settimana è arrivata dallo Staples Center, dove i New Orleans Hornets hanno scongiurato sin da gara 1 il pericolo di un 4-0 Lakers. Uno straordinario Chris Paul (33 punti, 11/18 dal campo, e 14 assist) ha guidato la squadra in cui milita anche Marco Belinelli (10 punti) alla vittoria per 109-100 sugli strafavoriti padroni di casa. Anche qui però gara 2 ha segnato il ritorno alla normalità. I Lakers si sono imposti 87-78: alla giornata non eccezionale di Bryant (solo 11 punti e 3/10 al tiro) hanno sopperito 17 punti e 11 rimbalzi di Andrew Bynum e 16 punti e 7 rimbalzi di Lamar Odom, partito dalla panchina (del resto, è o non è il miglior sesto uomo della lega? vedi sempre sotto). Da stasera i giochi si spostano in Louisiana.

Dallas Mavericks – Portland Trail Blazers 2-1. I Mavs sembravano aver chiuso il discorso dopo le prime due gare in Texas: a spingere la squadra di coach Carlisle i suoi veterani (Nowitzki 28 punti e 10 rimbalzi in gara 1 e 33 punti e 7 rimbalzi in gara 2, Kidd 24 punti con 6/10 dalla lunga distanza in gara 1 e 18 punti in gara 2), a cui nella seconda sfida si era aggiunto l’apporto della panchina, che si conferma una delle più attrezzate della Nba (39 punti, di cui 21 di Peja Stojakovic). I Blazers però hanno ribadito quanto di buono avevano fatto in casa durante la stagione regolare, tornando a sperare grazie a un 97-92 in gara 3 frutto sia delle buone prestazioni di Wesley Matthews e di LaMarcus Aldridge (rispettivamente 25 e 20 punti) che delle serate non proprio positive di Kidd (solo 8 punti con 3/9 dal campo) e di Tyson Chandler, fuori per falli dopo 15 minuti.

Oklahoma City Thunder – Denver Nuggets 2-0. Bisognerà aspettare le due gare a Denver per sapere se una tra le serie con lo scarto teoricamente minore tra le contendenti sarà effettivamente aperta come si poteva sperare. Per ora quello che si è visto dice inequivocabilmente Oklahoma City. In gara 1 i Nuggets erano anche riusciti a chiudere il primo quarto sopra di 9 punti, ma alla fine le stelle dei Thunder (Durant 41 punti e Westbrook 31) hanno potuto più dei tanti buoni giocatori del gruppo di George Karl (Nene con 22 punti e Gallinari con 18 i migliori realizzatori) per il 107-103 finale. Il match è stato ancora più chiuso in gara 2, che i padroni di casa hanno vinto 106-89 nonostante Durant e Westbrook “fermi” rispettivamente a 23 e 21 punti.

HOWARD, ODOM E LOVE PREMIATI – Intanto sono stati assegnati i primi tre premi per la regular season. Dwight Howard – sai che novità – si è aggiudicato il titolo di Miglior Difensore. Per il centro degli Orlando Magic, che ha sbaragliato la concorrenza di Kevin Garnett secondo e Tyson Chandler terzo, è il terzo riconoscimento consecutivo: solo Dikembe Mutombo e Ben Wallace hanno fatto meglio in passato (4). I pronostici sono stati tutto sommato rispettati anche per quanto riguarda il Miglior Sesto Uomo. Il premio è andato a Lamar Odom, che nelle 47 partite in cui è uscito dalla panchina quest’anno ha fatto registrare una media di 13 punti e 7,5 rimbalzi. Dietro di lui, staccato ma non di troppo, Jason Terry, che aveva vinto nel 2009, mentre terzo è arrivato Thaddeus Young dei Sixers. Non sorprende neanche la scelta di Kevin Love come Giocatore Più Migliorato davanti a LaMarcus Aldridge dei Blazers e Dorell Wright dei Warriors: nonostante la pessima stagione della sua squadra, il centro dei Minnesota Timberwolves è stato il miglior rimbalzista della lega con la media di 15,2 a partita.

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